Diocesi: Aversa, sabato 24 novembre si presentano iniziative e lettera pastorale vescovo per il XXV dell’uccisione di don Peppe Diana

“La diocesi di Aversa, il comune di Casal di Principe, la famiglia Diana, il Comitato Don Peppe Diana, l’Azione cattolica italiana, Libera, Agesci, Foulards bianchi, Scuola di pace, Eupolis, la Consulta diocesana delle aggregazioni laicali, uniti in comitato, desiderano annunziare e condividere con tutta la comunità, ecclesiale e civile, la celebrazione, il prossimo 19 marzo 2019, del venticinquesimo anniversario dell’uccisione del sacerdote don Peppino Diana, parroco della chiesa di S. Nicola in Casal di Principe”. Lo ricorda, in una nota diffusa oggi, la diocesi di Aversa. Il programma sarà presentato sabato 24 novembre, alle ore 10.30, presso il salone della curia vescovile, nel corso di una conferenza stampa. In quella occasione, il vescovo di Aversa, mons. Angelo Spinillo, presenterà la lettera pastorale da lui redatta proprio per il XXV dell’uccisione di don Diana.
Il comitato intende “favorire e coordinare lo stesso intenso coinvolgimento, vissuto ogni anno nel giorno dedicato alla memoria di don Peppino Diana, e incoraggiare la vitalità della partecipazione che ha caratterizzato le proposte e le attività di ciascuna delle realtà che si sono ispirate a lui e al suo sacrificio”.
“Il passare del tempo – spiega la nota – non ha fatto dimenticare nessuna delle vittime innocenti dell’assurda e terribile violenza camorrista, anzi, sempre più è cresciuta la consapevolezza delle drammatiche conseguenze della prepotenza che, per gli interessi di pochi, ha sparso tanto sangue e ancora è causa di enormi sofferenze per le nostre terre. Siamo tutti grati ai cittadini che, insieme ad Augusto Di Meo, che è stato vicino a don Peppe Diana nel momento della sua uccisione, sono stati voce di legalità e di cittadinanza attiva”.
La memoria di Don Peppino Diana “porta in sé i segni di un martirio, ovvero di un’intensa testimonianza di adesione e di fedeltà alla vocazione sacerdotale e alla propria dignità di cittadino partecipe e protagonista della vita della società civile”, e “la testimonianza di vita di un sacerdote che, di fronte al grido di sofferenza del suo popolo, non si è tirato indietro, non si è nascosto dietro pretestuose forme di giustificazione della propria egoistica indifferenza”. “Con la sua presenza di sacerdote e di cittadino, don Peppino Diana ha infranto un muro, ha aperto un varco alla possibilità di far penetrare luce di speranza e forza di giustizia in territori dominati dal silenzio dell’omertà e dalla rassegnazione al male – sottolinea la diocesi -. Continuando a camminare sulle tracce indicate dalla sua testimonianza, vogliamo essere come sentinelle che vigilano e come profeti che annunciano verità, giustizia, speranza per tutta quella parte di umanità che con noi condivide la possibilità di vivere su questa splendida parte della terra, e di custodirla perché sia veramente ‘Campania felix’”.

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