Sgombero Baobab: Miraglia (Arci), “una china pericolosa che attacca chi è dalla parte dell’accoglienza”

Lo sgombero questa mattina all’alba, con ruspe e blindati, dei migranti alloggiati nella tendopoli nei pressi del Centro Baobab di Roma, in zona Tiburtina, rappresenta per l’Arci “una china pericolosa” per questo Paese, “iniziata da un po’ di tempo ma che sta superando il limite”. Lo ha detto oggi Filippo Miraglia, responsabile immigrazione dell’Arci, aprendo la conferenza stampa sugli accordi con la Libia e le sue milizie alla Camera dei deputati. “Il ministro dell’Interno ordina che sia fatta pulizia – ha detto Miraglia – e per pulizia si intende tutti quelli che non la pensano come lui e come il governo, a prescindere dalla legge e dalle condizioni delle persone”. “Roma è una città molto complicata – ha fatto notare – in cui gli spazi di accoglienza sono molto limitati e se le persone trovano soluzioni alternative a quelle pubbliche è perché quelle pubbliche non fanno la loro parte”. Voler cancellare una esperienza come quella del Baobab, ad avviso dell’Arci, una delle associazioni più attive nell’accoglienza dei migranti nei territori, “significa voler cancellare una esperienza che ha rappresentato per un lungo periodo una risposta per quanti attraversavano la città di Roma o non avevano altre soluzioni alloggiative. Ma significa anche prendere una iniziativa che attacca chi oggi è dalla parte dell’accoglienza”. Miraglia esprime perciò “solidarietà nei confronti dell’esperienza di Baobab”, rigettando allo stesso tempo “questo metodo violento e razzista nei confronti di chi esprime una opinione diversa” da quella del ministro dell’Interno.

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