Papa Francesco: ai religiosi spagnoli, “stare accanto ai giovani”, nonostante “diminuzione delle vocazioni e invecchiamento”

foto SIR/Marco Calvarese

“La Chiesa ha bisogno di profeti, di uomini e donne di speranza”. Lo scrive il Papa, nel messaggio inviato ai partecipanti alla XXV Assemblea Generale di Confer (Conferencia Española de Religiosos), che si apre oggi a Madrid, fino al 15 novembre, sul tema “Os daré un futuro lleno de esperanza”. “Conosciamo le difficoltà che vive oggi la vita religiosa, come la diminuzione delle vocazioni e l’invecchiamento dei suoi membri, i problemi economici e le conseguenze dell’internazionalizzazione e della globalizzazione, le insidie del relativismo, la marginalizzazione e l’irrilevanza sociale”, ammette il Papa nel testo, scritto in spagnolo, in cui invita nonostante tutto questo a “lavorare per l’evangelizzazione dei giovani, affinché si aprano alla chiamata del Signore”. “È una grande sfida”, spiega Francesco: “Stare accanto ai giovani per contagiarli con la gioia del Vangelo e l’appartenenza a Cristo”. Di qui la necessità di “religiosi audaci, che aprano nuovi cammini” a partire dalla “questione vocazionale come opzione cristiana fondamentale”. La vita consacrata è, inoltre, per il Papa un cammino di santità: “Non si tratta di essere eroi né di presentarsi come modelli”, puntualizza Francesco, ma di “stare con coloro che soffrono, accompagnarli, cercare con gli altri percorsi alternativi, uscendo dalle nostre comunità per andare in cerca di situazioni umani di sofferenza e di disperazione”, in modo da illuminarle con “la luce del Vangelo”. “I tempi sono cambiati e le nostre risposte devono essere diverse”, il monito del Papa, che raccomanda ai consacrati “la vita di preghiera, l’incontro personale con Gesù Cristo, il discernimento comunitario, il dialogo con il vescovo” come aspetti “prioritari quando si devono prendere decisioni”.

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