Infanzia: Save the Children, in Italia 1,2 milioni di bambini in povertà assoluta. Grandi divari tra centro e periferie

In Italia 1,2 milioni di bambini e adolescenti vivono in povertà assoluta. Ma non sono solo le condizioni economiche del nucleo familiare a pesare sul loro futuro: ad avere un enorme impatto sulle loro opportunità di educazione e crescita è l’ambiente in cui vivono. Pochi chilometri di distanza, tra una zona e l’altra, possono significare riscatto sociale o impossibilità di uscire dal circolo vizioso della povertà. La segregazione educativa allarga sempre di più la forbice delle disuguaglianze, in particolare nelle grandi città, dove vivono tantissimi bambini, ed è lì che bisogna intervenire con politiche coraggiose e risorse adeguate. Questo il principale aspetto evidenziato dal IX Atlante dell’infanzia a rischio “Le periferie dei bambini” di Save the Children, pubblicato per il terzo anno consecutivo da Treccani, disponibile a breve nelle librerie e presentato oggi in anteprima anche se la presentazione ufficiale avverrà giovedì 15 novembre alla Camera dei deputati alla presenza, tra gli altri, del presidente Roberto Fico. Secondo il report, all’interno di una stessa città, l’acquisizione delle competenze scolastiche da parte dei minori segna un divario sconcertante. A Napoli, i 15-52enni senza diploma di scuola secondaria di primo grado sono il 2% al Vomero e quasi il 20% a Scampia, a Palermo il 2,3% a Malaspina-Palagonia e il 23% a Palazzo Reale-Monte di Pietà, mentre nei quartieri benestanti a nord di Roma i laureati (più del 42%) sono 4 volte quelli delle periferie esterne o prossime al Gra nelle aree orientali della città (meno del 10%). Ancora più forte la forbice a Milano, dove a Pagano e Magenta-San Vittore (51,2%) i laureati sono 7 volte quelli di Quarto Oggiaro (7,6%).

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