Infanzia: Neri (Save the Children), “sempre più ai margini, vera periferia d’Italia. Combattere disuguaglianze”

“È assurdo che due bambini che vivono a un solo isolato di distanza possano trovarsi a crescere in due universi paralleli”, afferma Valerio Neri, direttore generale di Save the Children, commentando i dati del IX Atlante dell’infanzia a rischio “Le periferie dei bambini” realizzato dall’organizzazione, pubblicato da Treccani e presentato oggi in anteprima. Per il direttore generale, “rimettere i bambini al centro significa andare a vedere realmente dove e come vivono e investire sulla ricchezza dei territori e sulle loro diversità, combattere gli squilibri sociali e le diseguaglianze, valorizzare le tante realtà positive che ogni giorno si impegnano per creare opportunità educative che suppliscono alla mancanza di servizi”. “La retorica della ‘centralità’ dei bambini e delle famiglie – prosegue Neri – racconta un Paese che non c’è. Basta scorrere le pagine dell’Atlante per leggere una storia diversa: l’infanzia è la vera ‘periferia’ dell’Italia”. Per Save the Children, bambini e adolescenti sono infatti sempre più ai margini della popolazione: in termini demografici (dal 23,2% del 1987al 16% di oggi); ai margini dello spazio pubblico; ai margini della politica, con tagli all’istruzione e ai fondi per “famiglia e minori” fermi ad un esiguo 5,4% della spesa sociale, contro l’11% di Germania, Regno unito e Svezia e ben al di sotto della media Ue attestata all’8,5%. Ma i minori in Italia sono soprattutto, e sempre di più, ai margini della ricchezza: la povertà assoluta riguarda il 12,1% di loro e pesa sul quotidiano di 702 mila famiglie con minori (10,9%), mentre la povertà relativa riguarda 1 minore su 5.

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