Riforma Curia: mons. Semeraro (segretario C9), “conversione pastorale” per “Chiesa in uscita missionaria”

Per Francesco “riforma” è “ben più di un qualunque mutamento strutturale. Si tratta, invece, di ciò che è necessario perché nel fluire del tempo e nel cambiamento delle situazioni la Chiesa conservi la sua ‘sacramentalità’, ossia la sua trasparenza nei riguardi di Dio che la fa esistere e in essa dimora. E questo vale anche per la Curia”. A precisarlo è il vescovo di Albano, mons. Marcello Semeraro. Oggi, in occasione del Dies academicus della Pontificia Università Lateranense, il presule e segretario del C9 (il Consiglio dei cardinali), tiene la lectio magistralis sulla nuova Costituzione apostolica Praedicate evangelium che riforma la Curia romana. Ciò che si chiama “riforma”, spiega, “è intimamente connesso al volto di Chiesa in uscita missionaria”, come si legge al n. 27 di Evangelii gaudium: ‘La riforma delle strutture, che esige la conversione pastorale, si può intendere solo in questo senso: fare in modo che esse diventino tutte più missionarie, che la pastorale ordinaria in tutte le sue istanze sia più espansiva e aperta, che ponga gli agenti pastorali in costante atteggiamento di uscita e favorisca così la risposta positiva di tutti coloro ai quali Gesù offre la sua amicizia”.

 

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