Politica: card. Bassetti, “non intendiamo stare alla finestra”. “Servizio al bene comune” e “laicità della politica” i due “principi”

foto SIR/Marco Calvarese

“Come vescovi non intendiamo stare alla finestra”. Lo ha garantito il card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, che nella parte finale della sua introduzione ai lavori dell’assemblea dei vescovi italiani, in corso in Vaticano fino al 15 novembre, ha assicurato che “la Chiesa vuole contribuire alla crescita di una società più libera, plurale e solidale, che lo stesso Stato è chiamato a promuovere e sostenere”. Due, per Bassetti, i “principi” attorno ai quali i vescovi si riconoscono, “che appartengono alla storia del movimento cattolico di cui siamo parte”: il primo è “il servizio al bene comune”, il secondo è “la laicità della politica”. “Nella complessità di questa stagione, i limiti individuali possono trovare una compensazione soltanto nella dimensione comunitaria, educandoci a pensare e ad agire insieme”, ha spiegato Bassetti a proposito del primo principio: “La politica migliore è quella che opera in unità di mente e di cuore, senza cadere in faziosità”. Al riguardo, il presidente della Cei ha citato l’esempio del beato Giuseppe Toniolo, che a cent’anni dalla morte “ha ancora molte cose da dirci: in una situazione in cui i cattolici erano politicamente irrilevanti e comunque impediti, egli seppe riunirli attorno a un impegno per il lavoro, la giustizia e la pace sociale; con il suo servizio culturale divenne promotore di legislazioni e di opere sociali a favore delle classi più disagiate. Così, la sua visione di un’economia per l’uomo, permeata dall’etica e governata dai principi di sussidiarietà e di solidarietà, rimane anch’essa una lezione estremamente attuale”. Quanto alla laicità della politica, per Bassetti “ne sono stati interpreti uomini di fede che hanno fatto grande la nostra storia”: “Penso a un De Gasperi, che seppe lottare per difendere la propria fede con grande pudore, facendo gli interessi dei cittadini, in piena e sofferta autonomia di pensiero, di parola e di azione”. “Guardiamo avanti con fiducia”, l’invito finale, a nome della Chiesa italiana: “C’è un Paese che – come la vedova povera e generosa, di cui parlava il Vangelo di ieri – non solo sa contenere la preoccupazione ansiosa per il domani, ma continua a dare quello che ha e quello che è, senza far rumore, con larghezza di cuore e purezza d’intenzione. La storia è davvero scritta anche dai piccoli, anzi probabilmente proprio loro scrivono la storia più vera e profonda, più ricca di fiducia in Dio e di attenzione agli altri”. “Su questa via c’è la possibilità per ciascuno di tornare al gusto di relazioni costruttive, perché vere, buone e belle”, la proposta di Bassetti: “Il Vangelo non è un sospiro, ma un respiro a pieni polmoni: è quel silenzio che sostanzia ogni parola, quell’appartenenza che porta a riconoscersi comunità, quello sguardo che abbraccia ogni momento della vita”.

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