Giornata caduti: mons. Marcianò (ordinario militare), “nostri militari nelle Missioni internazionali hanno lottato contro lo scandalo della guerra”

“I nostri militari caduti nelle Missioni internazionali hanno lottato contro gli scandali. Contro lo scandalo dell’indifferenza e della discriminazione, che penalizza donne e bambini, schiavizza il lavoro, punisce le differenze razziali, perseguita sanguinosamente la libertà di pensiero e di religione. Contro lo scandalo della povertà e della fame, della miseria in cui versano ancora popoli costretti a vivere con mezzi insufficienti e in penose condizioni igienico sanitarie, vittime di governi corrotti, di arretratezza socio-culturale, di analfabetizzazione. Soprattutto, hanno lottato contro lo scandalo della guerra, che miete sempre più vittime tra i civili, tra gli stessi bambini, e continua a mettere uno contro l’altro i fratelli in umanità, persino nello stesso Paese”. Lo ha detto mons. Santo Marcianò, ordinario militare per l’Italia, durante la messa celebrata oggi a Roma, nella Giornata del ricordo dei caduti militari e civili nelle missioni internazionali di supporto alla pace, “un prezioso momento di ricordo dedicato a tutti i nostri caduti nelle Missioni internazionali di supporto alla pace facendo memoria, quest’anno, della strage di Nassiriya nel 15° anniversario”. L’arcivescovo castrense ha ricordato “i nostri caduti hanno meritato onore difendendo non solo la Patria ma tutti coloro che ne avevano bisogno. Lo hanno fatto a nome della Patria; di una Nazione come l’Italia che è e vuole essere elemento di pace nel panorama europeo e mondiale, offrendo non solo la grande competenza delle sue Forze Armate ma anche la ricchezza dei valori della sua cultura, che i militari incarnano con coerenza, anche cercando di stabilire vincoli di collaborazione e fraternità con la gente del luogo”. In tale orizzonte, ha aggiunto mons. Marcianò, “i caduti che oggi ricordiamo hanno consumato il loro servizio generoso, fino al dono della vita, e i nostri militari continuano a farlo, attingendo forza dal loro esempio e imparandone la modalità. È la modalità degli ‘operatori di pace’ che, sia pure in modo diverso, è essa stessa uno ‘scandalo’; un ostacolo creato dal ‘perdono’ di cui parla Gesù a un mondo – per di più in territori a rischio – che usa l’odio, la violenza, la criminalità e la vendetta, per far valere i propri diritti e difendere i propri interessi. Dare la vita per difendere la vita è un’altra cosa!”. L’Ordinario militare parlando del centenario della fine della prima Guerra Mondiale ha ricordato “i tanti conflitti che insanguinano il pianeta”, “guerre combattute da governanti che dovrebbero provvedere al benessere e alla pace dei loro popoli e invece li uccidono. Guerre spinte da interessi economici, che vogliono sfruttare i territori e finiscono con il violare luoghi stupendi di natura e arte. Guerre di matrice fondamentalista, che alimentano il terrorismo internazionale, e guerre indotte e rafforzate dal traffico di armi”.

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