Centenario prima guerra mondiale: Regoli (Gregoriana), “tra i temi anche il rapporto tra Chiesa e massoneria”

Quando si parla del ruolo della Santa Sede nel mondo postbellico, si deve approfondire anche il tema del rapporto tra Chiesa e Massoneria. Ne è convinto don Roberto Regoli, direttore del Dipartimento di Storia della Chiesa della Pontificia Università Gregoriana, intervenuto oggi alla presentazione del convegno internazionale sul tema “Santa Sede e cattolici nel mondo postbellico”, che comincerà domani, alla Pontificia Università Lateranense, in occasione del centenario della conclusione della prima guerra mondiale. “Il periodo che è seguito alla prima guerra mondiale è stata l’occasione di un nuovo collocamento della Santa Sede” nel nuovo scenario che si era venuto a creare, e nel quale “si fronteggiavano due soggetti che appaiono in concorrenza tra di loro, per identificare chi abbia poteri universali di mediazione: da una parte, infatti, c’è la visione cattolica che vede nel Papa il ruolo di arbitro per gli arbitrati internazionali, dall’altra c’è la Società delle Nazioni, nei confronti della quale, all’inizio, c’è diffidenza da parte della Santa Sede: ‘Sono tutti dei settari’, si diceva”. In questo contesto, ha fatto notare Regoli, si colloca anche il rapporto tra la Chiesa e massoneria, la cui opera è “molto all’opera nel negoziato di pace”. “L’impero austroungarico – ha spiegato Regoli – era l’impero cattolico per eccellenza, e uno degli scopi della Massoneria era proprio la distruzione di questo impero, nella sua essenza di impero cattolico”. Del resto il confronto tra la Chiesa e la Massoneria, dopo la condanna da parte della Chiesa nel Settecento, si è snodato per tutto l’Ottocento, e “nel Novecento il confronto continua”, ha fatto notare Regoli citando gli scambi di dispacci tra la segreteria di Stato e i nunzi in America Latina, “che parlano di presenza massonica nei governi”, e ricordando che nel Codice di diritto canonico del 1917 c’è un canone legato alla scomunica. La Società delle Nazioni, poi, fallirà e la seconda guerra mondiale ne sancirà il fallimento.

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