Parrocchie: card. Bassetti, “non siano anonime ma case dove i vari carismi trovano cittadinanza”

“La comunità parrocchiale, riferita a uno specifico territorio e arricchita di tutti i carismi che lì convergono, resta la via privilegiata dell’annuncio del Vangelo”. Lo ha detto il card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, intervenuto stamani ad Assisi al convegno su “Il soffio del Concilio Vaticano II su Evangelii Gaudium e Amoris laetitia”. La sfida segnalata dal porporato è quella di “accogliere lo sguardo profetico e armonico degli ultimi Pontefici”. “L’evangelizzazione in questo tempo potrà essere efficace solo se saremo fedeli a quel Soffio dello Spirito”. Il card. Bassetti ha spiegato che “ogni vostra realtà ecclesiale introduce nella comunità cristiana; eppure nessuna da sola può dirsi Chiesa se non resta legata alle altre, perché la Chiesa fondata da Cristo è immagine della Relazione Trinitaria e lievito di comunione”. Quindi, l’invito a “non accontentarci di una parrocchia anonima, che raccolga in sé solo coloro che non fanno specifici itinerari di fede”. Piuttosto la parrocchia, secondo il presidente della Cei, “può e deve essere la casa dove i vari carismi trovano cittadinanza”. “Il Vangelo per potersi diffondere necessita di un tessuto di relazioni da costruire, giorno per giorno, fra il singolo movimento e la parrocchia, fra le parrocchie e la diocesi. In questo orizzonte la dimensione familiare può costituire quel cemento che ci unisce e, mattone su mattone, rende bella e attrattiva la comunità cristiana”.

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