Papa Francesco: agli “Alunni del Cielo”, “il canto è linguaggio che porta alla comunione dei cuori”

(Foto Vatican Media/SIR)

“Avere cura della propria vita interiore, senza lasciarsela ‘rubare’ dal frastuono mondano, ma coltivarla mediante la preghiera personale e comunitaria, l’ascolto della Parola di Dio, la partecipazione assidua ai Sacramenti, specialmente alla Confessione e all’Eucaristia”. Lo ha detto Papa Francesco stamani durante l’udienza con i membri dell’associazione “Alunni del Cielo”, in occasione del 50° anniversario di fondazione dell’associazione e del 10° anniversario della scomparsa del fondatore, padre Giuseppe Arione, che “si dedicò a una forma di apostolato che utilizzava la musica e il canto come linguaggi capaci di trasmettere in modo universale la bellezza e la forza dell’amore cristiano”. Dal Papa l’incoraggiamento a “portare avanti il carisma di questo generoso Gesuita, rinnovandolo nelle forme ma conservandone l’ispirazione profetica, ancora valida e attuale”. Francesco ha osservato che “le vostre voci e le vostre melodie riusciranno non solo gradite al buon gusto musicale, ma, arricchite dalla vostra testimonianza di vita cristiana, favoriranno in chi vi ascolta il desiderio della comunione con Dio. In questo modo, diventerete sempre più entusiasti araldi del Vangelo”. Poi, il pontefice ha affermato che “la vostra missione è radicata nella tradizione delle Scritture”. “Cantare bene richiede impegno e buona volontà, però è uno sforzo gratificante, perché eleva l’animo rendendolo più sensibile alla voce dello Spirito”. Ricordando che “il canto è un linguaggio che porta alla comunione dei cuori”, il Papa ha ringraziato l’associazione perché “superando ogni frontiera, diffondete un messaggio di pace e di fraternità”. “Nel coro si sperimenta la gioia e il fascino della polifonia. Vi esorto a essere ‘polifonici’ anche nella vita di ogni giorno, sia tra di voi che con gli altri”.

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