Maltempo: Mattarella, “viviamo settimane di rinnovato lutto e preoccupazione. Lo Stato c’è, deve esserci e saprà esserci ancora”

(Foto di Paolo Giandotti - Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)

“Stiamo vivendo settimane di rinnovato lutto e preoccupazione. Eventi che, sin qui, abbiamo considerato straordinari – e fanno pensare di non esserlo -, hanno investito molte regioni italiane. A chi sta vivendo tempi di difficile emergenza, confermo l’impegno e la vicinanza dell’intera collettività nazionale”. Lo ha affermato questa mattina il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel suo intervento a Valle Mosso, nel Biellese, in occasione del cinquantenario dell’alluvione del 1968. “Le tragedie lasciano tracce irreversibili nelle menti e nei luoghi”, ha osservato il Capo dello Stato, aggiungendo che “abbiamo vissuto l’alternanza – quando non l’alternativa – tra l’indispensabile cura di tante ferite e interventi di prevenzione, mai comunque bastevoli e esaustivi”. “Questa consapevolezza del limite – ha ammonito – non esime l’uomo dalle proprie responsabilità”. Cinquanta anni fa, ha sottolineato Mattarella, “lo Stato ha saputo essere presente. Lo Stato c’è, deve esserci e saprà esserci ancora, laddove si manifestassero situazioni di precarietà e di pericolo”. “Oggi in Veneto e in Sicilia, in Friuli, in Liguria e in Trentino, ieri qui nel Biellese”, ha proseguito Mattarella, rilevando che “in queste circostanze la comunità nazionale sa raccogliersi e rispondere in maniera adeguata”. Il presidente ha poi riconosciuto come “un tessuto sociale eccezionale contraddistingue l’Italia; e ogni volta mostra le capacità del nostro Paese di saper reagire alle calamità naturali con una coesione che conferma che il nostro popolo sa riconoscersi in un comune destino”.

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