Festival migrazione: Maurizio Boschini, “la storia di Peter Norman serve a raccontare quello che viviamo oggi e vivremo domani”

(da Modena) “Quando ho iniziato a scrivere la storia di Peter Norman non avevo presente che potesse essere ancora così attuale, non solo negli Usa dove ci sono forme di protesta degli atleti, ma anche in Europa e in Italia. È più facile fare un festival dei respingimenti che un festival delle migrazioni”. Lo ha detto Maurizio Boschini, dirigente d’azienda per professione ma scrittore per passione, autore del monologo teatrale “Pugni Chiusi” – regia di Gianni Marras, interprete Jacopo Trebbi – che in poco più di un’ora ripercorre la storia dell’atleta australiano che alle Olimpiadi del 1968 arrivò secondo nella gara dei 200 metri e sul podio partecipò alla protesta Tommie Smith e John Carlos. Boschini è stato ospite oggi al convegno “Lo sport insegna. Lo spogliatoio come modello di inclusione” nell’ambito della seconda giornata del Festival della migrazione in corso di svolgimento a Modena. “Ho deciso di raccontare la storia di Norman quando ho scoperto che cosa aveva fatto nello spogliatoio dopo la gara in cui aveva appena conquistato la medaglia d’argento. Norman si è trovato davanti a un bivio: poteva decidere di non partecipare alla protesta, invece ha scelto di mettersi una spilla a favore delle battaglie per i diritti umani. Una decisione che di fatto ha portato all’esclusione di Norman non solo dalla sport ma anche dalla società. Quello a cui puntiamo con questo monologo non è tanto raccontare il 1968 ma quello che viviamo oggi e vivremo domani”, ha concluso Boschini.

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