Educazione: mons. Palmieri (ausiliare Roma), “i preti sono chiamati ad una conversione”

“Non basta un aggiustamento formativo, i preti sono chiamati ad una conversione”. Lo ha affermato mons. Gianpiero Palmieri, vescovo ausiliare di Roma, per il quale “serve un ascolto profondo di quello che lo Spirito dice alla Chiesa attraverso la voce dei ragazzi”. I sacerdoti “devono riscoprire la loro vocazione di educatori, superando la logica del ruolo. Devono farsi vicini e spendere tempo con i giovani”, ha sottolineato intervenendo alla presentazione del libro “Il futuro della fede. Nell’educazione dei giovani la Chiesa di domani”, a cura di Paola Bignardi e Rita Bichi (edito da Vita e Pensiero) che raccoglie i risultati di un’indagine condotta su tutto il territorio nazionale dall’équipe dell’Osservatorio Giovani dell’Istituto Toniolo sugli educatori e sul loro stile nel trasmettere la fede alle nuove generazioni. “La fede è bella, lo sanno anche i ragazzi, ma oggi la tradizione deve essere mediata e questo richiede un ripensamento dell’annuncio, del linguaggio, dei percorsi di iniziazione cristiana”, ha spiegato mons. Palmieri che ha evidenziato come la “domanda di Dio non sia sparita, ma sia contenuta nelle domande di vita dei ragazzi”. Ci sono giovani che “trovano bella la fede, che non hanno smesso di interrogarsi su Dio, che hanno bisogno di relazioni generative”. Ecco allora che, ha insistito il vescovo ausiliare, “servono preti duttili, che siano educatori esperti di feritoie, cioè di quegli spazi in cui penetra la luce di Dio”. “Noi preti – ha concluso – siamo chiamati a convertirci ad una relazione empatica, ad una stima dei ragazzi che ci faccia dire che quel mondo è appassionante”. Essere cioè “preti in modo nuovo”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Chiesa