Educazione: Bignardi (Ist. Toniolo), “non prolungare agonia paradigma tradizionale, servono testimoni empatici e credibili”

“Il paradigma educativo tradizionale è in crisi, riproporlo con più cura o dedizione serve solo a prolungare l’agonia di un modello passato”. Ne è convinta Paola Bignardi, coordinatrice dell’Osservatorio Giovani dell’Istituto Toniolo, per la quale “nell’educazione c’è futuro, ma serve un paradigma nuovo”. “Esistono frammenti preziosissimi che hanno bisogno di esperienza, di riflessione, di studio per essere comporti in una forma nuova di educazione”, ha affermato Bignardi sottolineando che è arrivato il momento di “passare dal trasmettere al generare, dall’insegnare al far veder, dal dirigere all’accompagnare”. Sulla scorta di quanto emerso dal libro “Il futuro della fede. Nell’educazione dei giovani la Chiesa di domani”, edito da Vita e Pensiero, che raccoglie le buone pratiche messe in campo educativo attraverso le interviste a 167 educatori tra genitori, catechisti, sacerdoti, insegnanti, Bignardi (che ne è autrice insieme a Rita Bichi, docente all’Università Cattolica del Sacro Cuore), ha evidenziato l’urgenza di “educatori testimoni, persone autorevoli e credibili, interessanti, empatiche, che sappiano stabilire una relazione di simpatia, non depositari di una verità definita ma capaci di accompagnare i giovani nella ricerca”. Oggi “non basta più apprendere il senso della vita cristiana, ma occorre vedere che una vita cristiana vale la pena di essere vissuta”, ha chiarito Bignardi che ha lanciato l’idea di “piccoli cenacoli educativi, contesti comunitari nei quali gli educatori possono confrontarsi, condividere difficoltà, conquiste, all’interno di un rinnovamento della comunità cristiana, chiamata ad annunciare la Buona Notizia e non codici di comportamento, a rinunciare ad un tono perentorio che non ammette dubbi”.

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