Dissesto idrogeologico: Mattarella, “abbandono e incuria del territorio non possono farla da padroni. Vulnerabilità dell’Italia è ben nota”

(Foto di Paolo Giandotti - Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)

“Non possiamo e non dobbiamo lasciarci distrarre da polemiche artificiose o da slogan semplicistici. Abbandono e incuria del territorio non possono farla da padroni e aggravare, così, le conseguenze di eventi calamitosi sempre più frequenti”. Lo ha affermato questa mattina il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel suo intervento a Valle Mosso, nel Biellese, in occasione del cinquantenario dell’alluvione del 1968.
“Emerge, in tutto il suo rilievo, la sua primaria importanza per il nostro Paese, il tema delle aree interne, rurali e di montagna, verso le quali si deve ritrovare una attenzione adeguata da parte dei pubblici poteri”, ha ammonito il Capo dello Stato, sottolineando come “la vulnerabilità del nostro Paese è ben nota: oltre il 15% del suo territorio è classificato ad elevato rischio idro-geologico”. “Gli stati di emergenza si succedono, con danni valutabili, solo per gli ultimi anni, secondo una accurata ricostruzione, ad almeno 10 miliardi di euro”, ha rilevato Mattarella, ricordando che “undici regioni hanno invocato la dichiarazione dello stato di emergenza dal governo in queste settimane”. Dal presidente il monito: “La strada non è quella della ulteriore cementificazione degli ambiti naturali, dell’indiscriminato consumo dei suoli”. “Uno sguardo lungo che vede al futuro in queste materie – ha proseguito – può far la differenza ed evitare le terribili perdite umane che si verificano e che dobbiamo dolorosamente registrare. La affermazione, anche in questo campo, dei principi di legalità, deve saperci accompagnare”.

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