Diocesi: Assisi, conclusa la fase diocesana del processo di beatificazione di don Pennacchi. Mons. Sorrentino, “uomo di profonda preghiera”

“Un sacerdote semplice, profondo e sorprendente nei suoi modi”. Così il vescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino, mons. Domenico Sorrentino, ha definito il venerabile don Antonio Pennacchi durante la messa celebrata nell’Abbazia di San Pietro, ad Assisi, in occasione del 170° anniversario della morte del sacerdote assisano, chiamato il “prete dell’Angelus”. Durante l’omelia, il presule nell’annunciare la conclusione della fase diocesana del processo di beatificazione e canonizzazione di don Pennacchi, ha sottolineato che “nel rileggere la sua vita si rimane impressionati”. “Egli fu un uomo di grande fede, di profonda preghiera. La sua fu una fede contagiosa. Una figura – ha aggiunto il vescovo – che sentiamo nostra perché ha attraversato queste strade, ha parlato con i nostri concittadini”. Quindi, il desiderio di mons. Sorrentino affinché “l’attenzione nei sui confronti cresca e possiamo vedere glorificato questo figlio così degno della nostra Chiesa”. “Vorrei che la nostra città possa godere anche di questa perla. Dobbiamo impegnarci nel dare ulteriore forza a questo cammino perché il nostro venerabile diventi beato e poi santo, affinché questa figura di santità possa continuare a toccare i nostri cuori e a spingerli nella stessa direzione”. Al termine della celebrazione, il vescovo, i sacerdoti e i fedeli hanno recitato la preghiera di fronte alla tomba di don Pennacchi, che si trova all’interno dell’abbazia. Il vescovo, infine, ha annunciato la volontà di creare un gruppo di amici del venerabile per farne conoscere la sua santità soprattutto tra i giovani e che, domenica 2 dicembre, si terrà ad Assisi un incontro pubblico sulla figura del “prete dell’Angelus”.

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