Crisi demografica: Rosina (demografo), “più strumenti per i giovani, sistema fiscale meno svantaggioso e armonizzare rapporto famiglia-lavoro”

“Più strumenti ai giovani per mettere su famiglia; un sistema fiscale meno svantaggioso per le famiglie con figli; misure per armonizzare il rapporto tra famiglia e lavoro. Così le nascite possono tornare a essere un bene collettivo per il nostro Paese”. Lo scrive Alessandro Rosina, demografo e direttore del Dipartimento di Scienze statistiche all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, nel numero di settembre-ottobre di “Vita e pensiero”, bimestrale culturale dell’ateneo, anticipato al Sir. Quantificando il crollo demografico negli ultimi anni, Rosina afferma che “quando la natalità rimane a lungo bassa, come nel caso italiano, va a erodere anche la base delle ‘potenziali madri’”. “Negli anni più acuti della crisi economica il tasso di fecondità è diminuito da 1,47 a 1,34, ma ora che la recessione è finita, anziché a una forte ripresa della propensione a fare figli stiamo assistendo a una stabilizzazione sui livelli bassi a cui la crisi ci aveva portato”, sottolinea l’esperto. In sostanza, questo dato preoccupa perché “se le coppie che nel lungo periodo di crisi hanno congelato le proprie scelte di allargamento della famiglia non recuperano in questi anni – segnala Rosina -, rischiano di veder definitivamente trasformarsi il rinvio in rinuncia”. Secondo il demografo, “per consentire un recupero in grado di spingere al rialzo la natalità nazionale nei prossimi anni, è necessario agire sul brevissimo periodo investendo, però, nel contempo in modo solido su misure di medio periodo”. “Serve, infatti, subito un segnale di maggiore attenzione e sostegno da parte delle politiche pubbliche”. Quelle indicate sono “misure incisive, organiche e con prospettiva di consolidarsi nel tempo”. Il riferimento è non solo ad “aiuti monetari occasionali, ma anche a misure in grado di favorire cambiamenti culturali dentro e fuori alla famiglia, come il potenziamento del congedo di paternità”.

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