Papa Francesco: ai giovani di “Scholas occurrentes”, “la vita non è un carnevale, è qualcosa di molto serio”

L’incontro di questi giorni a Buenos Aires riunisce “diversi credo, Paesi, lingue, realtà, identità diverse, perché per incontrarsi bisogna essere sicuri della propria identità”. “Non si può negoziare la propria identità per andare incontro all’altro, non si può truccare la propria identità, non la si può mascherare, perché la vita non è un carnevale, è qualcosa di molto serio”. Lo afferma Papa Francesco nel suo video messaggio in spagnolo ai partecipanti al III Incontro mondiale dei giovani promosso dalla Fondazione “Scholas occurrentes” insieme a World Ort, in corso a Buenos Aires, in Argentina, dal 29 ottobre al 1° novembre. “Un incontro deve essere serio, con tanta allegria, ma serio a partire dal cuore”, precisa. La parola “identità non è facile” e “la domanda ‘chi sono io'” è una “delle domande più importanti che ci si può fare: davanti a se stessi, davanti agli altri, davanti a Dio, davanti alla storia”. È una domanda che va di pari passo con “il senso della vita, chi sono io e che senso ha la mia vita”, dice il Papa: “È una domanda da farsi sempre, sempre. Mantenendola aperta e vicina: Io chi sono?” “La nostra identità non ci viene data, non è un numero di fabbrica, non è una informazione che posso trovare su internet per sapere chi sono – sottolinea -. Non siamo qualcosa di totalmente definito, stabilito. Siamo in cammino, in crescita, e anche il nucleo dell’identità cresce”, con “un proprio stile, una propria storia”. “Siamo testimoni, redattori e lettori delle nostre vite e non siamo gli unici autori: siamo ciò che Dio sogna per noi, siamo quello che diciamo a noi stessi, ciò che gli altri ci dicono”. “Fedeli alla nostra integrità personale, fedeli alla nostra nobiltà interiore, fedeli ad una parola di cui la gente ha paura: fedeli alla coerenza”, puntualizza. “Non esiste una identità di laboratorio – afferma il Papa -. Ogni identità ha una storia. E avere una storia significa avere una appartenenza. La mia identità viene da una famiglia, da un popolo, da una comunità. Voi non potete parlare di identità senza parlare di appartenenza. Identità è appartenere” a “qualcosa che vi trascende, più grande di voi”.

 

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