Ognissanti: mons. Tisi (Trento), “la morte, paradossalmente, restituisce senso alla vita stessa”

“La morte accomuna tutti e annulla ogni diversità. Va al di là delle identità e dello stato sociale. Ci costringe a uscire dalle zone d’ombra dell’odio e della competizione per abbracciare percorsi di comunione, la luce calda della fraternità, come stiamo sperimentando anche in questi tragici giorni”. È un passaggio dell’omelia dell’arcivescovo di Trento, mons. Lauro Tisi, nella S. Messa per la solennità di Tutti i Santi, oggi pomeriggio al cimitero di Trento.
Mons. Tisi ha invitato a considerare la lezione di “vita vissuta pienamente” anche da chi muore in giovane età, storie che tuttavia, ha rilevato, “rischiano di finire sepolte sotto il flusso incalzante delle nostre cronache quotidiane”. Per l’arcivescovo, “la morte riscrive il codice esistenziale di ciascuno di noi. Rimette in ordine la scala delle priorità. Paradossalmente, restituisce senso alla vita stessa”. “In questi giorni – ha aggiunto il presule – , in cui andiamo a rivedere i volti dei nostri cari, abbiamo la grande opportunità di riconciliarci con la vita, dando ragione all’apostolo Paolo quando scrive che l’Amore non passerà”.
Citando, infine, l’Apocalisse, mons. Tisi ha osservato: “Il nostro non è un Dio che fa selezione in base al colore della pelle e all’appartenenza religiosa. È il padre proprio di tutti, a cominciare dai poveri, dagli ultimi, dai senza nome”. “La santità cristiana, allora, è alzarsi ogni giorno provando a pensare e trattare gli altri semplicemente come fratelli e sorelle”, ha concluso l’arcivescovo.

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