Ognissanti: mons. Russo (Cei), “la santità non appartiene a persone speciali con doti particolari”

“Si va in montagna per ritrovare un po’ di pace, per respirare dell’aria buona, per uscir fuori dal ‘logorio della vita moderna’, per ritrovare un rapporto con la natura. Al di là dell’appartenenza particolare ad una fede, la montagna per ogni uomo richiama l’aspirazione all’infinito, la tensione verso il divino”. Così mons. Stefano Russo, vescovo di Fabriano-Matelica e segretario generale della Cei, nell’omelia per la Solennità di Tutti i Santi nel Monastero di San Silvestro di Fabriano. “La vicenda di Silvestro illumina particolarmente la solennità di tutti i santi e rende evidente che una volta che hai incontrato Gesù Cristo e ti decidi a seguirlo lungo il cammino, quello che fai e quello che sei non termina con il tuo passaggio terreno – ha proseguito – ma diventa patrimonio comune di ogni essere umano di ogni luogo e di ogni tempo. Puoi scoprire così che la santità non appartiene a delle persone speciali che hanno delle doti particolari ma a coloro che si mettono nella condizione di accogliere l’amore di Dio che è per tutti. Santo è colui che permette al Signore di entrare nella sua vita, che non fa resistenze al Suo amore”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Riepilogo