Conferenza animatori RnS: Landi (coordinatore nazionale), “essere strumento perché la santità di Dio sia possibile nella nostra vita”

(Pesaro) Prende il via oggi fino a domenica 4 novembre, a Pesaro, la 42ª Conferenza nazionale animatori dei gruppi e delle comunità del Rinnovamento nello Spirito Santo. Chiudendo il quadriennio di servizio 2015-2018 e in continuità con la convocazione nazionale dell’aprile scorso – incentrata sulla parabola del Buon Samaritano -, il tema che guida l’incontro di quest’anno, ispirato dall’esortazione apostolica “Gaudete et Exsultate” di Papa Francesco, è “Chiamati a un servizio santo. Vita comunitaria, discepolato carismatico e servizio all’uomo”. Ad aprire i lavori, la relazione introduttiva di Mario Landi, coordinatore nazionale del Rns, che si è subito soffermato sulle beatitudini evangeliche e sulla chiamata universale alla santità. “Il Santo Padre, nel discorso in occasione del Giubileo del Rinnovamento al Circo Massimo, richiamò all’attenzione i fondamenti di tutte le esperienze nate da quel famoso weekend di Duquesne: ‘battesimo nello Spirito, lode e servizio all’uomo, tre aspetti indissolubilmente uniti’ – ha affermato Landi – e credo che l’insistenza nell’uso di una terminologia così forte sia oggi molto attuale, perché richiama alla bellezza e al potere carismatico di una esperienza totalizzante, trasformante, completamente rinnovatrice della genesi del nostro cammino personale e comunitario”. Alla luce di questo, “il Rinnovamento porta nel suo nome l’importanza e la vastità di questa missione: essere strumento perché la santità di Dio sia possibile nella nostra vita attraverso una esperienza di completo cambiamento esistenziale, che avviene con l’accoglienza di una rinnovata effusione dello Spirito Santo”. Secondo il coordinatore nazionale, “non c’è vita senza servizio”, specialmente nella società contemporanea, che “ha come filosofia di vita la propria soddisfazione, la ricerca del proprio benessere; ciò è ampiamente testimoniato dalla paura che ci circonda, dalla chiusura all’altro, allo straniero, alla diversità”. Pertanto, “il battesimo nello Spirito oggi va verificato non tanto e soltanto in una rinnovata fede che si manifesta in un culto più fervoroso o nella presenza di carismi ordinari e straordinari: San Paolo ci invita nel cammino di trasformazione e rinnovarci prima di tutto nel modo di pensare”. Il servizio, allora, non si concretizza come “una scelta opzionale della vita nuova nello Spirito, ma ne esplicita l’autenticità. Per questo Gesù nell’ultima cena compie l’ultimo gesto pedagogico per i suoi discepoli: lavare i piedi, affidando il comandamento dell’amore non come un sentimento o come una morale, ma come un atteggiamento esistenziale”.

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