Conferenza animatori RnS: card. Bassetti, “seguiamo l’esempio di chi ha vissuto il Vangelo senza mezze misure”

foto SIR/Marco Calvarese

(Pesaro) “È una felice coincidenza quella che vede l’avvio di questo appuntamento ispirato all’esortazione apostolica ‘Gaudete ed exultate’ proprio nel giorno in cui la Chiesa festeggia tutti i Santi con speciale solennità. Tutti i Santi, appunto: non solo i più noti, non solo coloro che ebbero modo di compiere gesti eclatanti, non solo quanti offrirono insegnamenti che segnarono epoche. Siamo invitati ad accogliere e a imitare l’esempio anche di chi, in maniera quotidiana, semplice, in qualche caso addirittura nascosta, ha vissuto il Vangelo con gioia e fedeltà piena, senza mezze misure, senza preoccuparsi se non del giudizio di Dio”. Con queste parole il card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Conferenza episcopale italiana, rivolge il suo messaggio per la 42ª Conferenza nazionale animatori del Rinnovamento nello Spirito Santo, che si apre oggi e si concluderà domenica 4 novembre all’Adriatic Arena di Pesaro: l’evento chiude il quadriennio di servizio 2015-2018 che ha visto coinvolti nel servizio di animazione pastorale oltre 6mila persone in ogni diocesi d’Italia. Rifacendosi al tema conduttore di quest’anno “Chiamati ad un servizio santo”, il porporato, a nome dei vescovi italiani, sottolinea come “per un cristiano non è possibile pensare alla propria missione sulla terra senza concepirla come un cammino di santità”. Si è santi, dunque, “quando si procede nella sequela di Cristo, condotti ogni giorno dalla potenza di Dio verso lidi inesplorati, sottratti al rischio della mediocrità, dell’adattamento, della paura e del calcolo”. Il riferimento, poi, è a ciò che Papa Francesco “afferma con disarmante profondità: la santità, in fondo, è il frutto dello Spirito Santo nella tua vita”.
Secondo il presidente della Cei, “si è santi se si serve la fraternità cristiana”. È fin troppo noto del resto, aggiunge Bassetti, “come i nostri contemporanei desiderino poter incontrare una Chiesa santa e siano feriti se sperimentano la fallacia dei comportamenti di alcuni cristiani. Qui si colloca il riverbero comunitario della sincera ricerca di fede, dell’ascolto fedele della Parola, dell’impegno costante alla conversione personale, della condivisione dei doni ricevuti in ordine alla edificazione giorno per giorno di una comunità luminosa”. Ricordando “i santi della carità, le molte figure impegnate nel sociale e i grandi vescovi di Roma quali san Giovanni XXIII, san Giovanni Paolo II e ora anche il santo pontefice Paolo VI”, il cardinale ribadisce: “Come credenti, ci sentiamo chiamati a servire senza risparmio, a operare, a spenderci e a offrirci cercando di vivere le opere di misericordia, convinti che non c’è amore senza opere d’amore”.

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