Sinodo 2018: mons. Scicluna, “ogni Circolo minore ha affrontato la questione degli abusi”. “Dai documenti passare alla base”

“Ogni Circolo minore ha affrontato la questione degli abusi”. Lo ha riferito ai giornalisti mons. Charles Scicluna, arcivescovo di Malta, padre sinodale eletto dalla Conferenza episcopale di Malta, durante il briefing di oggi in Sala stampa vaticana. Scicluna ha ricordato il “mea culpa” pronunciato in Aula dall’arcivescovo Fisher, “che è sembrato interpretasse i sentimenti di tutti noi”, e ha ricordato che di abusi si parla anche nel paragrafo 66 dell’Instrumentum laboris, quindi per il Sinodo sui giovani in corso in Vaticano “non è qualcosa che entra dalla finestra, c’è già come parte dell’esperienza sfortunata di questi giovani con la Chiesa”. Da parte dei giovani, per Scicluna, “c’è sete di una Chiesa autentica”. “Ogni Circolo minore ha toccato questo argomento”, ha fatto notare il vescovo, precisando però che “il Sinodo non è un Sinodo sugli abusi”, e che l’occasione più propizia per affrontare a 360 gradi questo argomento sarà l’incontro con tutti i presidenti delle Conferenze episcopali del mondo convocato da Papa Francesco per il prossimo febbraio. Per quanto riguarda il Sinodo, comunque, “c’è un consenso generale che dovrà trovare più spazio nei documenti finali che esprimeranno il discernimento del Sinodo stesso”. “La maggior parte delle vittime degli abusi sono giovani”, ha sottolineato Scicluna: “È la ferita più tragica che possa essere inflitta da persone che non dovrebbero provocarla”. “Il Papa è colui che ha il maggiore potere per far sì che la Chiesa diventi il posto più sicuro per i giovani”, ha affermato il vescovo citando la circolare emanata nel 2001 dalla Congregazione per la dottrina della Fede, “che chiede a tutte le Conferenze episcopali di predisporre Linee-guida sugli abusi”. “Dai documenti bisogna ora passare alla base”, l’indicazione di marcia indicata dal relatore.

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