Sinodo 2018: Leoncini (uditore), “si parla molto anche di atei e agnostici”. Mons. Gobillard, “giovani aspettano vera risposta sulla sessualità”. Tra i temi anche il ruolo delle donne

“I giovani aspettano una vera risposta sulla sessualità”. Lo ha detto mons. Emmanuel Gobilliard, vescovo di Carpentras e ausiliare di Lione, padre sinodale eletto dalla Conferenza episcopale di Francia, durante il briefing di oggi sul Sinodo in Sala stampa vaticana. “Non è perché alcuni di noi hanno avuto comportamenti scandalosi, che dobbiamo tacere sulla bellezza dei doni che abbiamo avuto in dono”, ha precisato il vescovo d’oltralpe facendo riferimento indirettamente alla piaga degli abusi. Rispondendo ad una domanda su omosessuali e Lgbt, Gobillard ha citato un incontro avuto un anno fa della sua diocesi con il Papa, durante il quale Francesco “non ha pronunciato discorsi, ma ha detto semplicemente: ‘Vi ascolto'”. “Dobbiamo essere capaci di cambiare il nostro modo di fare pastorale”, la proposta, a favore di “un nuovo modello basato sulla relazione interpersonale. Dobbiamo dare corpo ad una pastorale che sappia incontrare ciascuno, non una folla, perché ognuno di noi è chiamato alla felicità e alla santità, che vengono da Dio”. “Tutti devono sentirsi degni di entrare in questa relazione”, ha aggiunto il vescovo auspicando per la comunità ecclesiale “la modalità di accoglienza incondizionata di tutti”.
“Si parla molto non solo dei giovani cattolici, ma anche dei giovani atei, dei giovani agnostici, dei giovani che non hanno nessun argine a cui aggrapparsi”, ha riferito Thomas Leoncini, scrittore, studioso di modelli psicologici e sociali e uditore al Sinodo, protagonista del quale “è una Chiesa che non ha paura di mettersi in gioco, di parlare di argomenti anche scomodi, senza però limitarsi ad una presa di coscienza, ma cercando risposte radicali, non solo in Aula ma anche nei Circoli minori”.
Tra i temi della prima settimana di lavori del Sinodo, ha trovato posto anche quello delle donne, alle quali occorre “dare più potere nella formazione della leadership”, ha auspicato l’arcivescovo di Malta, mons. Charles Scicluna, che ha risposto anche ad una domanda sui “dossier” che circolano attualmente sugli abusi, con il caso Viganò e il caso McCarrick. “Ci sono cose molto più importanti delle lettere che ci scambiamo tra di noi”, ha fatto notare il vescovo a proposito di quella che il Papa definisce “la santità della porta accanto”. “Non è una questione di fede, lo vedo ogni giorno nelle nostre parrocchie”, ha aggiunto: “Le lettere e controlettere fanno notizia, ma quello che migliaia di preti fanno in tutto il mondo non fa notizia”. “Dobbiamo vergognarci” per i casi di abusi, ha ribadito Scicluna: “L’umiltà e la penitenza sono l’unica strada”.

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