Policlinico Gemelli, al via il primo percorso clinico assistenziale dedicato al paziente con intossicazione acuta. Nel 2017 il centro antiveleni ha fornito 4.400 consulenze

Un percorso clinico assistenziale (Pca) dedicato al paziente con intossicazione acuta sarà presentato domani nella Hall  della Fondazione Policlinico universitario Agostino  Gemelli Irccs (ore 12). Il nuovo Pca, il primo in Italia con queste caratteristiche, sarà illustrato da Antonio Giulio de Belvis, direttore Uoc percorsi e valutazione outcome clinici; Alessandro Barelli, responsabile Uos Centro antiveleni (Cav) e Paolo Maurizio Soave, dirigente medico Uoc anestesia, rianimazione, terapia intensiva e tossicologia clinica. Interverranno inoltre esperti del Centro nazionale sostanze chimiche, prodotti cosmetici e protezione del consumatore presso l’Istituto superiore di sanità. Il Cav nell’ultimo anno ha effettuato 4400 consulenze tossicologiche su tutto il territorio nazionale su pazienti adulti e pediatrici; di queste 4153 sono state offerte a persone esposte a sostanze tossiche, intossicazioni, ad esempio, stagionali come l’avvelenamento da funghi. Il nuovo Pca “è dedicato a tutti i casi in cui l’esposizione ad una sostanza estranea all’organismo può interferire negativamente con le funzioni vitali e arrecare danni e lesioni a volte pericolose per la salute”, spiega Barelli.  “Come negli altri Pca del Policlinico” aggiunge de Belvis,  “ci impegniamo a realizzare  la sequenza più appropriata di attività diagnostiche, terapeutiche e assistenziali, attraverso momenti di valutazione e interventi  multidisciplinari e multiprofessionali”. Secondo la gravità del quadro clinico e della  tipologia di intossicazione, “saranno applicate secondo logiche ‘evidence based’ le tecnologie e le soluzioni organizzative della Fondazione Gemelli e della rete territoriale di supporto”. Al Pca  afferiscono i professionisti del Dipartimento dell’emergenza e di Chirurgia, Endoscopia digestiva, Terapia intensiva. In caso di paziente in gravidanza con sospetta o accertata intossicazione si allerta il ginecologo; si attiva la consulenza psichiatrica qualora l’intossicazione sia conseguenza di atti autolesionistici; in caso di pazienti trapiantati a seconda delle natura dell’intossicazione e dei suoi effetti si può rendere necessario indirizzare il paziente verso il  trapianto d’organo.

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