Papa Francesco: un libro e un programma sull'”Ave Maria”. Don Pozza, un teologo “capace di parlare di cose giganti con un linguaggio da fanciullo”. Le parole alle madri di Plaza de Mayo

Papa Francesco e don Marco Pozza

“Solo un imbecille può dire che Papa Francesco non ha una teologia profonda”. Non usa mezzi termini o giri di parole don Marco Pozza, cappellano del carcere Due Palazzi di Padova, nel raccontare ai giornalisti, in Filmoteca vaticana, il programma sull'”Ave Maria” che andrà in onda su Tv2000 a partire dal 16 ottobre. Tracciando un bilancio delle sue conversazioni con Papa Francesco, Pozza fa notare che “è talmente ‘pittore’ che qualche volta si rischia di perdere qualche sfumatura”. Quando, tra gli argomenti delle puntate, Pozza ha chiesto al Papa il permesso di far raccontare la propria esperienza ad una delle madri di Plaza de Mayo – 90 anni, giornalista -, Francesco ha risposto senza esitazioni: “Quel dolore va raccontato”. Per il Papa, ha commentato Pozza, “non bisogna nascondere la miseria della storia, anche quando si tratta della propria, ma dentro di essa andare a cercare la bellezza”. A proposito del progetto di Tv2000, Pozza ha riferito che “il Papa ci ha messo cuore, compagnia e testa fin dall’inizio: è capace di parlare di cose giganti con un linguaggio da fanciullo”. Toccanti proprio le parole rivolte da Francesco, nella puntata a loro dedicata, alle madri di Plaza de Mayo, che ha conosciuto bene quando era arcivescovo a Buenos Aires: “A una mamma che ha sofferto quello che hanno sofferto le mamme di Plaza de Mayo io permetto tutto. Le permetto di dire tutto, perché non si può capire qual è il dolore di una mamma. Alle volte tu senti: ‘io vorrei vedere il corpo di mio figlio, avere le ossa, sapere dove è stato sepolto’…Le è stato strappato il figlio e buttato; è un’esperienza molto forte, quando a una donna le strappano il figlio. C’è una memoria che io chiamo memoria materna che è anche fisica, è una memoria di carne e ossa. Anche in questa memoria si può spiegare l’angoscia. Tante volte dicono ‘ma dov’era la Chiesa che in quel momento non ci ha difeso’. Io sto zitto, le accompagno, La disperazione di una mamma di Plaza de Mayo è terribile. Dobbiamo accompagnare e rispettare il dolore, prenderle per mano”.

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