Papa Francesco: Angelus, la Chiesa “difende la dignità del matrimonio”, ma mostra “misericordia” di fronte a crisi e “fallimenti”

foto SIR/Marco Calvarese

La Chiesa “difende la dignità del matrimonio, come unione di amore che implica la fedeltà”, e al tempo stesso fa “sentire concretamente la sua vicinanza materna a quanti vivono l’esperienza di relazioni infrante o portate avanti in maniera sofferta e faticosa”. Lo ha detto il Papa, che durante l’Angelus di ieri – al quale secondo la Gendarmeria vaticana hanno partecipato 25mila persone – si è soffermato sulla dottrina della Chiesa sul matrimonio, che parte dall’insegnamento “molto chiaro” di Gesù nel Vangelo. “Ciò che consente agli sposi di rimanere uniti nel matrimonio è un amore di donazione reciproca sostenuto dalla grazia di Cristo”, ha spiegato Francesco: “Se invece prevale nei coniugi l’interesse individuale, la propria soddisfazione, allora la loro unione non potrà resistere”. Il Vangelo ci ricorda anche, “con grande realismo” – ha fatto notare il Papa – che “l’uomo e la donna, chiamati a vivere l’esperienza della relazione e dell’amore, possono dolorosamente porre gesti che la mettono in crisi. Gesù non ammette tutto ciò che può portare al naufragio della relazione. Lo fa per confermare il disegno di Dio, in cui spiccano la forza e la bellezza della relazione umana”. “La Chiesa, da una parte non si stanca di confermare la bellezza della famiglia come ci è stata consegnata dalla Scrittura e dalla Tradizione”, ha sintetizzato Francesco: “Nello stesso tempo, si sforza di far sentire concretamente la sua vicinanza materna a quanti vivono l’esperienza di relazioni infrante o portate avanti in maniera sofferta e faticosa”. “Il modo di agire di Dio stesso con il suo popolo infedele – cioè con noi – ci insegna che l’amore ferito può essere sanato da Dio attraverso la misericordia e il perdono”, ha proseguito: “Perciò alla Chiesa, in queste situazioni, non è chiesta subito e solo la condanna. Al contrario, di fronte a tanti dolorosi fallimenti coniugali, essa si sente chiamata a vivere la sua presenza di amore, di carità e di misericordia, per ricondurre a Dio i cuori feriti e smarriti”.

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