Papa Francesco: a Santa Marta, “laici e pastori non abbiano paura di sporcarsi le mani”

Un invito a essere “cristiani sul serio”, cristiani che “non hanno paura di sporcarsi le mani, le vesti, quando si fanno vicini” al prossimo, cristiani “aperti alle sorprese” e che, come Gesù, “pagano per gli altri”. Lo ha rivolto stamattina Papa Francesco nell’omelia della Messa a Casa Santa Marta. Prendendo spunto dall’odierno Vangelo di Luca, il Pontefice, riferisce Vatican News, ha riflettuto sui “sei personaggi” della parabola raccontata da Gesù al dottore della Legge che, per metterlo “alla prova”, gli chiede: “chi è mio prossimo?”. Quindi elenca i briganti, il ferito, il sacerdote, il levita, il Samaritano e il locandiere. I briganti che “percossero a sangue” l’uomo, il sacerdote che quando vide il ferito “passò oltre” e così fece pure il levita. Invece chi “non passa oltre” è il Samaritano, che “non era un funzionario, era un uomo con cuore, un uomo con il cuore aperto”.
E noi? “Tu sei cristiano? Tu sei cristiana? ‘Sì sì sì, vado le domeniche a Messa e cerco di fare il giusto… meno chiacchierare, perché sempre mi piace chiacchierare, ma il resto lo faccio bene’. Ma tu sei aperto? Tu sei aperta alle sorprese di Dio o sei un cristiano funzionario, chiuso? ‘Io faccio questo, faccio la Messa la domenica, la Comunione, la Confessione una volta l’anno, questo, questo… Io sono in regola’. Questi – ha sottolineato Francesco – sono i cristiani funzionari, quelli che non sono aperti alle sorprese di Dio, quelli che sanno tanto di Dio ma non incontrano Dio. Quelli che mai entrano in stupore davanti a una testimonianza. Anzi: sono incapaci di dare testimonianza”.
Il Papa ha esortato tutti, “laici e pastori”, a domandarci se siamo cristiani aperti a quello che il Signore ci dà “ogni giorno”, “alle sorprese di Dio che tante volte, come questo Samaritano, ci mette in difficoltà”, oppure siamo cristiani funzionari, facendo ciò che dobbiamo, sentendoci così “in regola” e rimanendo poi costretti nelle medesime regole. Alcuni teologi antichi, ricorda infine Francesco, dicevano che in questo passo è racchiuso “tutto il Vangelo”.

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