Dialogo: Com. Sant’Egidio, a Milano giovani cristiani, ebrei, musulmani e buddisti a confronto per “una città più umana e solidale”

Oltre 60 giovani cristiani, ebrei, musulmani e buddisti si sono incontrati a Faith&theCity, ieri pomeriggio, nella Casa dell’Amicizia di via Olivetani, a Milano, sede della Comunità di Sant’Egidio, che ha organizzato l’iniziativa. È l’inizio di un percorso comune che nasce da amicizie interreligiose di lungo periodo e che, con gli occhi dei giovani delle diverse fedi, vuole guardare alle domande della città. “In un clima segnato dall’antipatia, dalla divisione e dall’ostilità verso i diversi, la proposta è quella di ascoltare gli altri, interrogandosi insieme sulle sfide del tempo presente e del futuro, costruendo ponti e non muri”, si legge in una nota. Dopo un momento in assemblea plenaria, i ragazzi si sono confrontati in tre panel paralleli su diversi temi: “Vivere insieme al tempo dei muri”, “Guardare la città con gli occhi della fede”, “Amici dei poveri nella città”. Diverse le associazioni rappresentate, dai Giovani Musulmani d’Italia alla Comunità ebraica di Milano, da rappresentanti delle diverse Chiese cristiane (metodisti, luterani, copti) ai buddisti srilankesi, dall’Associazione culturale Alba all’Associazione Al Ajal. “Della costruzione di ponti – hanno detto i giovani delle diverse fedi – si sente un assoluto bisogno perché, ne siamo convinti, non le contrapposizioni e i muri, ma solo la civiltà del vivere insieme può reggere di fronte alle sfide della globalizzazione e della pace”.

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