Diocesi: mons. Renzo (Mileto) a mons. Massara (Camerino), “essere unito a Gesù e in comunione con la gente”

“Il dono di un vescovo per una Chiesa locale è di tale rilevanza ecclesiale, che difficilmente riusciamo a coglierne la sublimità, come difficilmente riusciamo a percepire il mistero che il prescelto del Signore si porta dentro”. Lo ha detto stasera il vescovo di Mileto-Nicotera-Tropea, mons. Luigi Renzo, che ha presieduto in cattedrale la celebrazione dell’ordinazione episcopale di mons. Francesco Massara, nuovo arcivescovo di Camerino-San Severino, assieme ad altri 18 vescovi e due cardinali, Edoardo Menichelli e Dominique Mamberti. “Essere uniti a Gesù e in comunione stretta con la gente viene prima di ogni strategia e tecnica – ha sottolineato il presule -, prima di ogni programmazione e iniziativa pastorale, perché si trasmette fecondamente solo ciò che abbiamo dentro di amore e di Vangelo”. Mons. Renzo ha riconosciuto che, “in un mondo come il nostro caratterizzato da una cultura indifferente e per certi versi allergica e incapace di accogliere e trasmettere il Vangelo, il ruolo e la missione del vescovo risultano essere quanto meno complicati e per nulla facili”. Quindi, rivolgendosi a mons. Massara, il vescovo ha detto che “la difficoltà per te potrà provenire anche dalla particolare situazione che sarai chiamato ad affrontare con tanti fratelli in grave sofferenza per il terremoto”. Ma ha assicurato: “Non ti mancherà per questo la vicinanza di una terra laboriosa, paziente e creativa come quella marchigiana”. Ancora un suggerimento al nuovo arcivescovo: “Si entra nel cuore della gente usando il cuore e la tenerezza dei gesti, ma questo a te non mancherà”. Infine, una sottolineatura dell’importanza del popolo per un vescovo. “Nel suo popolo – ha concluso mons. Renzo – il vescovo trova la ragione e il senso del suo essere apostolo di Gesù. Senza il suo popolo non riesce a stare”.

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