Viaggi papali in Terra Santa: padre Patton (custode), “la misericordia si è manifestata nel pellegrinaggio di Papa Francesco qui”

Per i frati della Custodia di Terra Santa il pellegrinaggio compiuto da Papa Francesco “in questa Terra benedetta” dal 24 al 26 maggio 2014 “ha rappresentato qualcosa di speciale”, anche per la scelta del nome al momento della sua elezione: “È sembrato che non fosse soltanto Pietro a correre, sempre di nuovo, a quel Sepolcro vuoto confermandoci tutti nella fede pasquale, ma ad accompagnarlo ci fosse anche il Poverello di Assisi”. Lo sottolinea il custode di Terra Santa, padre Francesco Patton, nella testimonianza offerta nel libro “Quel giorno a Gerusalemme. Da Paolo VI a Francesco” di Massimo Enrico Milone, direttore di Rai Vaticano. “Nei suoi giorni in Terra Santa”, “Papa Francesco ha tradotto nel linguaggio di oggi le parole della ‘Ecclesiam suam’, l’enciclica programmatica del pontificato montiniano: ‘La Chiesa deve venire a dialogo con il mondo in cui si trova’”. E, per padre Patton, “la misericordia che Papa Francesco propone alla Chiesa come strada maestra per l’evangelizzazione è la traduzione in atto di quel dialogo”. Non solo: “Quella misericordia, che come medicina il Papa vuole offrire all’umanità dolente e ferita, nel mondo intero ma specialmente da noi in Medio Oriente, si è manifestata nelle opere e nei giorni del pellegrinaggio di Papa Francesco in Terra Santa, quella misericordia, che dall’inizio alla fine ha ispirato i giorni del Concilio e che speriamo continui ad animare i passi della Chiesa fino al ritorno di Colui che è venuto a radunare tutti i figli di Dio che erano dispersi”, conclude il custode di Terra Santa.

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