Udienza Papa: il 7 novembre ci sono le Maschere italiane. Don Pongolini, “rappresentano un’identità popolare, una comunione di popoli”

Duecento maschere italiane, in rappresentanza di tredici regioni, parteciperanno il prossimo 7 novembre all’udienza dal Papa. La sfilata in Vaticano suggella un percorso nato sette anni fa a Parma – dove ha sede il Centro nazionale di coordinamento delle maschere italiane – che si è concretizzato con l’interessamento del vescovo di Parma, mons. Enrico Solmi, e di don Mauro Pongolini, parroco della parrocchia di San Leonardo della città emiliana. “L’udienza dal Papa rappresenta un momento di universalità, di comunione di popoli, quello che si vuole creare con questa manifestazione delle maschere. Per noi cattolici sarà un momento di gioia per la possibilità di incontrare colui che ci rassicura nella fede”, ha detto don Pongolini durante la conferenza stampa che si è svolta oggi alla Famija Pramzana, dove ha sedie Centro delle maschere. “Le maschere rappresentano l’identità cittadina, popolare – ha continuato il sacerdote -. Valeva davvero la pena valorizzarle, averle tirate fuori, ’stanate’, è stato preziosissimo. L’unico rischio è che maschere storicamente rappresentano dei ‘campanili’ ma sarà che nella mia parrocchia il campanile non lo abbiamo, sarà per questo che mi sono piaciute subito”.

“Le maschere non sono solo una questione folkloristica, rappresentano i territori e le loro eccellenze. Ecco perché è stato importante, a partire dal 2015, creare il Centro di coordinamento che censisca sia le maschere sia la persone che le interpretano”, ha detto Al Dsèvod (l’insipido, in italiano) al secolo Maurizio Trapelli, maschera di Parma. Insieme a lui a Roma ci saranno – tra le altre – quelle di Modena, Bologna, Ravenna, Savona, Novara, Vercelli, Aosta. In totale oltre 400 persone.

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