Sinodo 2018: Ruffini (Dpc), tra i temi la “credibilità della Chiesa”, non solo a causa degli abusi. “Chiesto perdono”

(Foto Siciliani-Gennari/SIR)

Tra i temi delle prime due Congregazioni del Sinodo dei vescovi, c’è anche “la questione della credibilità Chiesa e del perdono chiesto dalla Chiesa per quando non è stata all’altezza dei propri compiti, in tutti i campi”. Lo ha riferito ai giornalisti Paolo Ruffini, prefetto del Dicastero per la comunicazione della Santa Sede, durante il primo briefing in corso in Sala stampa vaticana sul Sinodo dei giovani. Ruffini ha precisato che la questione della credibilità della Chiesa si riferisce “agli abusi, ma non soltanto a quelli: anche ad altre manchevolezze come comunità, quando religiosi e laici non sono all’altezza del tempo che ci è dato”. Quanto al “clima” che si è respirato tra ieri pomeriggio ed oggi, Ruffini lo ha definito “molto partecipato, molto spirituale, caratterizzato dalla grande attenzione di tutti i partecipanti, non solo dei padri sinodali”. Il primo adempimento formale del Sinodo sui giovani, ha riferito Ruffini, è stata l’elezione dei membri della Commissione per l’informazione, ieri al termine delle relazioni: ne fanno parte i cardinali Napier, Tagle, Lacroix, Schönborn e mons. Fisher (Sydney). Gli interventi al Sinodo sono stati finora in totale 25, e ogni cinque interventi è stata fatta una pausa di tre minuti, come richiesto ieri da Papa Francesco. “Uno dei momenti di maggiore commozione – ha riferito Ruffini – è stato quando è stato fatto notare dai padri sinodali che i migranti sono quasi tutti giovani”. Per gli abusi, per il tema dei migranti e per altri temi, ha riferito il prefetto, “è stato chiesto perdono”.

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