Sinodo 2018: mons. Tissera, “ascoltare le grida dei giovani”. “Per molti di loro il Mediterraneo è un cimitero”

(Foto Siciliani-Gennari/SIR)

“Un’occasione, non solo per i giovani, ma per tutta la Chiesa di ringiovanire”. Così mons. Carlos José Tissera, vescovo di Quilmes, padre sinodale eletto dalla Conferenza episcopale argentina, ha definito il Sinodo dei giovani, appena cominciato. “Vogliamo ascoltare in maniera profonda il grido della gioventù del mondo”, ha assicurato il presule a proposito della “missione” della Chiesa. “La prima parte del Sinodo – ha ricordato facendo riferimento all’Instrumentum laboris – è dedicata all’ascolto. Vogliamo ascoltare le grida dei giovani, anche le loro grida silenziose. A volte ci sono lunghi silenzi, ma che parlano. Molti giovani non sanno cosa fare della loro vita: il loro destino può essere a volte solo una prigione o un cimitero, come succede purtroppo nel Mar Mediterraneo”. “Spesso si dice che i giovani sono persi”, ha fatto notare il vescovo: “Ma i giovani non sono persi, è la società che si è persa, non li sa ascoltare, non apre loro le porte”.

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