San Francesco: card. Sepe (Cec), “simbolo dell’attenzione a mondo, natura e creature”. “Solo con dialogo si costruiscono i ponti”

Un invito a lasciarsi “illuminare dall’esperienza spirituale di Francesco, per vivere la fede con nuovo entusiasmo”, “trarne una forte ispirazione, capace di sviluppare propositi di vita nuova a vantaggio della nostra regione, delle diocesi della Campania, delle nostre famiglie”. Lo ha detto, oggi, il card. Crescenzio Sepe, arcivescovo di Napoli e presidente della Conferenza episcopale campana (Cec), nella messa celebrata ad Assisi, nella basilica superiore di San Francesco, nella festa del patrono d’Italia. Quest’anno, infatti, tocca alla Campania offrire l’olio che alimenta la lampada votiva che arde presso la tomba del Poverello di Assisi. San Francesco, ha ricordato l’arcivescovo, “non è solo un grande santo. È anche il simbolo di quella attenzione al mondo, alla natura e alle sue creature che dovrebbe sempre connotare l’operato delle istituzioni e dei singoli cittadini. Papa Bergoglio – che da Papa ha voluto prendere il suo nome e per questo oggi, nella Festività di San Francesco, gli facciamo gli auguri più cari – si è ispirato a lui per scrivere un accorato testo sulla inquietante situazione ambientale del nostro pianeta”.
Il cardinale ha ricordato, poi, l’incontro di San Francesco con il sultano in Egitto: “Egli mise in atto uno dei più straordinari gesti di pace nella storia del dialogo tra Islam e Cristianesimo, dimostrando che solo con il dialogo, costruendo ponti, si abbattono i muri dell’intolleranza e dell’incomprensione”. La vicenda di Francesco è, pertanto, oggi, “di grande attualità anche per il dialogo interreligioso e per la pace mondiale, tanto da rappresentare, pur a distanza di molti secoli, l’avvenimento più emblematico nella ricerca di coesione e reciprocità tra popoli e culture diverse”. Per il dialogo tra l’Islam e l’Occidente cristiano “si riparte dal Poverello di Assisi. Non a caso Papa San Giovanni Paolo II venne ad Assisi per incontrare i rappresentanti di tutte le religioni. Egli volle che fosse Assisi la culla di un nuovo corso nelle relazioni con altri credenti. Da allora lo ‘spirito di Assisi’ ha guidato i passi della Chiesa alla ricerca di un nuovo rapporto con le diverse religioni”.

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