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Irlanda: conclusa la plenaria dei vescovi. Al centro dei lavori l’eredità dell’evento di Dublino e la tutela dei minori rispetto agli abusi

Si sono conclusi i lavori dell’assemblea plenaria dei vescovi Irlandesi (Maynooth, 1-3 ottobre), in cui si è tornati sulla Giornata mondiale delle famiglie, svoltasi a Dublino a fine agosto: i vescovi esprimono un grazie corale e cordiale a tutti coloro che in vari modi hanno collaborato a quella “celebrazione internazionale della fede in Irlanda”. Ora si dovrà riflettere sull’eredità che questo evento ha lasciato. Si è parlato anche di abusi a Maynooth: “I vescovi comprendono la rabbia e lo sgomento provati da molti” per le relazioni “scioccanti anche per l’Irlanda”, rese note durante l’estate sull’“abuso criminale dei bambini e gli insabbiamenti”. Positiva la decisione di Papa Francesco di convocare i presidenti delle Conferenze episcopali per parlare di questi temi. In Irlanda continua il delicato lavoro del Consiglio nazionale per la salvaguardia dei bambini nella Chiesa: anche il Papa, parlando ai vescovi ad agosto “ha riconosciuto lo standard esemplare di salvaguardia fornito dal Consiglio”. In preparazione una conferenza nazionale su “Non aver paura” (Kilkenny, 26-27 ottobre).
Migliaia sono i volontari nelle parrocchie in tutta l’Irlanda “il cui impegno e la loro attenzione per la salvaguardia dei bambini sono alla base della fiducia dell’opinione pubblica nel ruolo della Chiesa in questo settore”. Ma i vescovi a Maynooth sono tornati a riflettere sui danni molteplici che causa l’abuso sull’individuo “compresa la sua relazione con Dio”. Resta valido lo strumento approntato nel 2014 “Verso la pace” per aiutare le vittime a uscire dal trauma spirituale. Dai vescovi anche un pensiero al Sinodo appena iniziato, cui partecipano mons. Eamon Martin di Armagh e Donal McKeown di Derry, e un messaggio sulla decisione del governo di indire un referendum il 26 ottobre prossimo per rimuovere il reato di blasfemia dalla Costituzione irlandese: il riferimento in effetti “è in gran parte obsoleto” e desta “preoccupazione” per il modo “in cui tali misure sono state utilizzate per giustificare la violenza e l’oppressione contro le minoranze in altri parti del mondo”.

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