Diocesi: mons. Zuppi (Bologna), “rendiamo migliore la nostra città custodendo con amore i suoi figli più fragili”

“Aiutiamo la nostra città rendendola migliore con l’attenzione, la cura, disarmando con l’amore i cuori aggressivi. La Chiesa sente la responsabilità di ricucire il tessuto comunitario che l’individualismo lacera”. E ancora: “Non smettiamo di adottare la città degli uomini, di custodire con intelligenza e fermezza i suoi figli, tutti, perché il nostro Dio non fa distinzioni, mai, per nessuno”. E’ l’esortazione di mons. Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna, nell’omelia della Messa solenne presieduta questa sera nella basilica di S. Petronio per la solennità odierna del patrono della città e della diocesi. Ciascuno, spiega il presule, “contribuisce alla vita e al clima umano e morale della città, nel bene o nel male” e S. Petronio ci ricorda che “nessuno è un’isola”. “Custodiamo i più anziani, i tanti diversamente abili (lo diventiamo tutti così facilmente!) proteggendoli con la premura, con le visite, attenti alla fragilità, non accettando mai per nessuno che sia normale la solitudine”, esorta Zuppi. “Adottiamo i suoi figli più piccoli, a cominciare dai giovani, perché possano sognare, come giustamente ha chiesto Papa Francesco introducendo il Sinodo dedicato proprio a loro”. Questo, avverte, “ci chiede di lavorare per ‘rovesciare le situazioni di precarietà, di esclusione e di violenza, alle quali sono esposti i nostri ragazzi'”. “Una chiesa senza barriere fisiche ma soprattutto, e dipende da ognuno di noi, senza quelle invisibili che sono la solitudine, il pregiudizio, l’indifferenza”, l’auspicio conclusivo. Al termine della solenne concelebrazione si svolgerà la processione in piazza Maggiore e la benedizione con le reliquie del santo patrono dal sagrato della basilica.

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