Sinodo 2018: Bou Hadir (Libano), a Beirut il primo incontro ecumenico internazionale dei giovani

Si svolgerà a Beirut, dal 22 al 26 marzo 2019, il primo incontro ecumenico internazionale dei giovani, organizzato dal Consiglio delle Chiese del Medio Oriente e dalla Comunità di Taizé. Ad annunciarlo è stato mons. Toufic Bou Hadir, responsabile YOUCAT dell’Arabic Foundation (Chiesa maronita) e coordinatore del “Bureau Patriarcal pour la pastorale des Jeunes” (Libano), durante il briefing di oggi sul Sinodo in sala stampa vaticana. Illustrando le iniziative della Chiesa maronita per la nuova evangelizzazione dei giovani, mons. Bou Hadir ha citato la diffusione a livello formativo dell’edizione in lingua araba di Youcat e di “Youcat for kids”, un’edizione del catechismo per i bambini “che saranno i giovani di domani”. “I giovani libanesi sono costruttori di ponti di dialogo con i loro concittadini”, ha detto mons. Bou Hadir, definendo il Libano, che accoglie 2 milioni di rifugiati, pari a metà della sua popolazione, “un esempio di pluralismo per tutto il Medio Oriente, dove la presenza cristiana è una necessità assoluta”. “Creare le condizioni non solo politiche, ma anche economiche, di sicurezza per favorire il ritorno nella loro terra”, l’appello dell’esponente maronita. Sulla necessità di una adeguata evangelizzazione dei giovani si è soffermato invece mons. Grzegorz Ryś, arcivescovo di Łódź, presidente del Consiglio della Conferenza episcopale per la nuova evangelizzazione (Polonia), facendo notare che nel suo Paese “il 50% dei giovani vanno a messa, ma ciò non vuol dire che conoscano Gesù”. Particolarmente decisivo, per il presule, è il sacramento della Cresima, che spesso si traduce in “sacramento dell’addio” e che invece va visto come “sacramento dell’inizio”. “Dobbiamo chiederci cosa inizia con la Cresima, qual è il suo obiettivo e il risultato che vogliamo raggiungere, altrimenti non portiamo i giovani da nessuna parte”, la proposta.

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