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Plenaria Comece: centenario Grande Guerra. Mons. Kockerols (Bruxelles), “la pace vuol dire non essere indifferente”

(dall’inviato a Ypres) – “La pace è un impegno, una missione, un desiderio. Pace significa non essere mai indifferente, chiede di combattere l’indifferenza, di non dire mai ‘questo non mi tocca, non mi interessa: ciò che vive il mio vicino, ciò che succede in un altro Paese, in un altro continente, vicino o lontano…'”. A lanciare l’invocazione dalla cattedrale di san Martino di Ypres, città delle Fiandre completamente distrutta  durante la Prima guerra mondiale, è stato questa mattina mons. Jean Kockerols, vescovo ausiliare di Bruxelles. A concelebrare i vescovi della Comece, la Commissione delle Conferenze episcopali dell’Unione europea, riuniti da oggi fino a venerdì a Bruxelles per la loro assemblea plenaria di autunno. Il pellegrinaggio a Ypres, dove si sono combattute due delle battaglie più sanguinose del Primo Conflitto mondiale (1914-1918) di cui quest’anno ricorre il centenario, ha segnato di fatto l’apertura dei lavori. “Cento anni fa qui non c’era più niente qui. Tutto era distrutto. C’erano decine di migliaia di morti, tra loro tantissimi giovani – ha ricordato il vescovo belga nell’omelia – la gente parlava di Grande guerra. Nessuno osava immaginare un qualcosa di peggiore di questa. Si pensava che sarebbe stata l’ultima. Invece 20 anni dopo ne scoppiò un’altra. In tutta la storia dell’umanità non ci sono mai state così tante guerre come negli ultimi 100 anni”. Ma la pace, ha ammonito mons. Kockerols, “non è solo assenza di guerra”, è anche divisione: “Quando si vede la Corea divisa in due parti da più di 60 anni, non si può parlare di pace”. Da qui l’appello a non essere indifferenti, lanciato ai tanti giovani studenti di Ypres presenti in cattedrale: “Combattere l’indifferenza significa imparare a conoscere l’altro, a rispettarlo, apprezzarlo e amarlo. Quando si ama c’è posto per il perdono e la riconciliazione. A mostrarci questo cammino è Gesù Cristo, Lui ci ha rivelato un Dio che vuole conoscere, rispettare, amare la nostra umanità. Un Dio che vuole perdonare e riconciliare, che si impegna per la pace. La pace è un dono di Dio. Quando ci impegniamo per la pace, quando preghiamo insieme, allora siamo più forti. Grazie a voi, ragazzi di Ypres, che ci aiutate. Lavoriamo e preghiamo insieme per la pace”.

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