Migranti: Di Tora (Migrantes), occorre “tavolo di lavoro tra tecnici e istituzioni”. No a informazione “distorta, fuorviante e fuorviata”

“La migrazione tutta, e italiana anche, è un fenomeno complesso in continua e costante trasformazione. Non servono solo le statistiche e gli studi. Occorre che lo studio arrivi sulle scrivanie dei decisori politici e soprattutto occorre che lo studioso affianchi le istituzioni, le indirizzi per giusti e nuovi percorsi di lavoro ‘per e con’ i migranti”. È l’auspicio fatto oggi da mons. Guerino Di Tora, vescovo ausiliare di Roma e presidente della Fondazione Migrantes, durante la presentazione a Roma del Rapporto “Italiani nel mondo”.  “Il passaggio dallo studio all’azione è fondamentale, ma di difficile realizzazione – ha precisato -.  Noto che è ancora difficile istituire, ad esempio, un tavolo di lavoro tra tecnici del tema e rappresentanti istituzionali, per riconoscere i problemi nella loro complessità ma soprattutto per tentare una via di risoluzione praticabile”. Altrimenti “a poco serve distinguere la direzione di questi flussi, ovvero se coinvolge chi arriva o chi parte, stranieri o italiani” se “la rappresentatività che si fa della mobilità non corrispondente assolutamente a ciò che accade, in quanto distorta, fuorviante e fuorviata”. “La mobilità – ha osservato – è stata, e tuttora è, il tema più preso di mira dalle distorsioni del dibattito pubblico probabilmente perché diventato capro espiatorio del disagio sociale avvertito da tempo in Italia e che stenta ad essere risolto. Povertà diffusa, deficit demografico, invecchiamento inesorabile, disoccupazione spietata e trasversale nelle classi di età: sono solo alcuni degli elementi che hanno portato gli italiani, oggi, agli atteggiamenti di stanchezza e rancore sempre più noti e ricorrenti nelle pagine di cronaca”. Per tutti questi motivi la “la guerra tra poveri sta causando diffuse folle rabbiose, ripetuti episodi di violenza e razzismo, numeri sempre più ampli di cittadini disillusi e stanchi e crescita inesorabile di partenze”.

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