Migranti: card. Bassetti, “riconoscimento della cittadinanza esaltazione di un’identità legata al territorio”

(Foto Siciliani-Gennari/SIR)

“Questo rapporto sottolinea l’importanza di un riconoscimento della cittadinanza che non sia finalizzato all’uso e al consumo personale del possesso di un passaporto che apra le porte dell’Europa, ma all’esaltazione di una identità fortemente legata a un territorio in cui non solo ci si riconosce, nonostante non ci si è nati, ma lo si conosce attraverso i racconti dei propri genitori o nonni e in cui si vorrebbe dare il proprio contributo concreto”. Lo ha detto il card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, intervenendo stamattina, a Roma, alla presentazione del Rapporto “Italiani nel mondo” della Fondazione Migrantes. Il porporato ha anche analizzato alcune delle conseguenze delle migrazioni. “Il malessere della generazione neo-mobile si tramuta in varie, e diverse per gravità, forme depressive: malinconie, perdite senza rimpianti, amori non corrisposti, separazioni, delusioni o fallimenti, ma anche in successi inaspettati e le scelte difficili possono tramutarsi alcune volte in disperazione”. Poi, ha indicato il rischio che “quando lo spaesamento metropolitano e la sofferenza urbana non vengono riconosciuti e ‘accolti’ si passa a patologie ben più gravi come lo stato di povertà, la perdita dell’autonomia e dell’equilibrio nella propria vita fino alla vita in strada”.

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