Italiani nel mondo: il 37,4% dei nuovi expat sono giovani ma è boom di over 50. +78,6% tra gli ultra 85enni

È boom di italiani over 50 che scelgono di andare a vivere all’estero. Le crescite più importanti tra i nuovi expat si notano dai 50 anni in su (+20,7% nella classe di età 50-64 anni; +35,3% nella classe 65-74 anni; +49,8% nella classe 75-84 anni e +78,6% dagli 85 anni in su). Chi parte oggi dall’Italia è principalmente celibe/nubile (60,8%) oppure sposato/a (33,2%). È il cambiamento fotografato dal Rapporto italiani nel mondo 2018, realizzato dalla Fondazione Migrantes e presentato oggi a Roma. Anche se il 37,4% di chi parte (quasi 48mila persone) ha tra i 18 e i 34 anni e i giovani adulti,  ovvero la classe tra i 35 e i 49 anni, sono un quarto del totale, l’incidenza delle fasce di età più mature nel 2018 è dell’11,3% per chi ha tra i 50 e i 64 anni è il 7,1% dai 65 anni e oltre. Il Rapporto definisce la categoria dei “migranti maturi disoccupati”, ossia persone lontane dalla pensione o che hanno bisogno di lavorare per mantenere la famiglia. Ci sono poi i genitori-nonni che trascorrono periodi sempre più lunghi all’estero con figli e nipoti già in mobilità fino al completo trasferimento (il “migrante genitore-nonno ricongiunto”). C’è poi il “migrante di rimbalzo” ovvero chi, dopo anni di emigrazione all’estero soprattutto in Paesi europei (Germania, Svizzera e Francia) oppure oltreoceano (Argentina, Cile, Brasile, Stati Uniti) è rientrato in Italia per trascorrere la propria vecchiaia “in paese”, ma rimasto vedovo/a, e magari con i figli nati, cresciuti e lasciati all’estero, decide di tornare nella nazione che gli assicura un futuro migliore rispetto all’Italia. Non mancano i famosi “migranti previdenziali”, pensionati di lusso o colpiti da precarietà o sull’orlo della povertà. Vanno in Paesi con politiche di defiscalizzazione, dove la vita costa poco. Sono attirati anche dal clima, dalla cultura, dalla possibilità di essere accompagnati durante il trasferimento e la permanenza. Vanno soprattutto in Marocco, Thailandia, Spagna, Portogallo, Tunisia, Santo Domingo, Cuba, Romania. Anche il “silver co-housing” favorisce la scelta della destinazione. Nato in Olanda e Danimarca negli anni ’70 oggi le co-abitazioni si stanno moltiplicando in diversi Stati. Gli anziani vivono sereni, integrati, necessari e attivi.

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