Dialogo: Associazione Kim, sabato a Roma l’inaugurazione della “Baita del Silenzio”

Uno spazio dedicato al silenzio e alla preghiera. Di tutti, indipendentemente dal credo religioso. Si chiamerà “La Baita del Silenzio” e sarà inaugurato a Roma, sabato 27 ottobre, alle ore 11,nel Parco Bellosguardo (Zona Aurelia), dall’Associazione Kim, la onlus che accoglie a Roma bambini gravemente ammalati provenienti da tutto il mondo e accompagnati dalle loro mamme. Durante l’inaugurazione interverranno i rappresentanti di diverse religioni che, al termine della cerimonia, si raccoglieranno insieme ai presenti in una preghiera comune per la pace, per concludere con un momento di festa.
“L’inaugurazione di questo nuovo spazio – spiega Bernadette Guarrera, vicepresidente dell’Associazione Kim e responsabile del progetto – cade in un giorno particolarmente significativo, dedicato al dialogo cristiano-islamico. Ma la Baita del Silenzio si allarga all’accoglienza di tutte le religioni, rappresentate dalle persone che abbiamo accolto e che accoglieremo”. Dal 1997, la Kim ha infatti aperto le sue porte a più di 800 persone, tra bambini e genitori, provenienti da più di 50 Paesi di tutto il mondo. Solo nell’ultimo anno, dal Centro America e dall’Europa, dall’Africa e dall’Asia. Numerose, altrettanto, sono e sono state le fedi rappresentate. “In questi 21 anni di vita – commenta Paolo Cespa, presidente della Kim – abbiamo più volte registrato nelle persone accolte un bisogno forte di raccoglimento, di spiritualità. Un bisogno trasversale, al di là dell’appartenenza religiosa”. Lo spazio sarà a disposizione di ospiti e volontari dell’Associazione Kim ma, allo stesso tempo, di tutto il comprensorio di Bellosguardo in cui sono presenti anche altri tre centri di accoglienza per bambini ammalati. Complessivamente potranno accedervi un centinaio di ospiti.
La Baita del Silenzio è una piccola struttura in legno molto semplice, a pianta ottagonale, senza segni o simboli che possano essere ricondotti a una particolare appartenenza religiosa. All’esterno una colomba colorata, plasmata in terracotta dalle mamme ospitate, esprime il desiderio di fratellanza, mentre una scritta in italiano, francese, inglese e arabo recita: “Fermati un attimo. Entra. Sarai accolto”. All’interno, una piccolissima biblioteca con alcuni testi di spiritualità. Ma saranno le persone stesse ad abitare e scaldare l’ambiente. Sempre – unica regola – nel rispetto degli altri. Il nuovo spazio ospiterà anche incontri di preghiera guidati interreligiosi. “Stiamo lavorando – conclude Guarrera – per offrire momenti condivisi e riflessioni su temi universali, come la pace, la sofferenza, la malattia. Ma anche per ospitare rappresentanti religiosi e persone di riferimento che possano dare assistenza e supporto spirituale a chi ne senta il bisogno”.

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