Consulta su caso Cappato: Mirabelli, Corte “decide di non decidere”. “Non c’è adeguatezza costituzionale della disciplina esistente”

“Un’ordinanza che delinea un nuovo strumento del quale la Corte si dota: decidere di non decidere. Rimettendo al Parlamento, entro un determinato tempo, la possibilità di adottare una disciplina che bilanci diversi interessi che la Corte giudica meritevoli di considerazione. È il legislatore che deve e può provvedere. Cosa significa lo sapremo leggendo il testo dell’ordinanza, se delinea quali sono questi interessi e come il Parlamento possa bilanciarli. Preannuncia una valutazione di non adeguatezza costituzionale della disciplina esistente”. È il commento al Sir di Cesare Mirabelli, presidente emerito della Corte costituzionale, in merito alla decisione della Consulta di sospendere il giudizio sul caso dell’aiuto al suicidio assistito da parte di Marco Cappato a dj Fabo per “consentire in primo luogo al Parlamento di intervenire con un’appropriata disciplina”. Mirabelli ricorda che “il Parlamento di recente si è pronunciato sulle dichiarazioni anticipate di trattamento, prevedendo la possibilità della sedazione palliativa profonda continua, unitamente alla terapia del dolore, nel caso di paziente con prognosi infausta a breve termine. Naturalmente il trattamento deve avere il consenso. Evidentemente qui è in ballo qualcosa di più, che riguarda l’aiuto che venga dato a una persona che deve suicidarsi. Sulle modalità di comportamento che possono essere punite penalmente, si giocherà la partita in Parlamento”.

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