Bosnia-Erzegovina e Croazia: incontro Caritas nazionali e diocesane dei due Paesi. “Mancano risorse, Stato latitante”

“Il problema più grande della Caritas di Bosnia-Erzegovina è che lo stato di diritto nel Paese non ha mai funzionato. E la Caritas non può assumere le responsabilità dello Stato”. Lo ha affermato mons. Tomo Knezevic, direttore della Caritas Bosnia-Erzegovina, nella conferenza stampa dedicata all’incontro annuale tra la Caritas Bosnia-Erzegovina e la Caritas in Croazia, svoltosi dal 22 al 25 ottobre a Sarajevo. Da parte sua, il presidente della Caritas in Bosnia, cardinale Vinko Puljic, ha rilevato “come l’incontro di quest’anno è un’occasione speciale perché da Sarajevo si possa dire ‘grazie’ alle rete Caritas in Croazia, non solo per il loro aiuto materiale ma anche per il loro sostegno nell’organizzazione del lavoro”. Questo legame particolare tra i due Paesi è stato menzionato anche dal presidente di Caritas Croazia, mons. Josip Mrzljak. “Avremmo voluto aiutare di più in Bosnia-Erzegovina ma mancano le risorse”, ha affermato, aggiungendo che “in Croazia il 20% della popolazione si considera in stato di povertà, ma è importante non solo l’aiuto materiale, anche quello spirituale”. Molti dei giornalisti presenti si sono interessati alla crisi migratoria che affligge sia la Bosnia-Erzegovina che la Croazia. La risposta dei rappresentanti Caritas è stata che “la Chiesa, secondo le sue possibilità, aiuta anche queste persone bisognose”.

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