Agricoltura: Coldiretti, “boom in Italia per la coltivazione di grani antichi”

“È boom in Italia per la coltivazione di grani antichi, come il Senatore Cappelli, che nel 2017-2018 ha aumentato del 400% le superfici coltivate, passando dai 1.000 ettari del 2017 ai 5.000 attuali, trainato dal crescente interesse per la pasta 100% italiana e di qualità”. È quanto emerge da un’analisi di Coldiretti – su dati di Consorzi Agrari d’Italia e Sis – divulgata in occasione del World pasta day che si festeggia in tutto il mondo il 25 ottobre. Oltre al “Senatore” Cappelli, il grano duro antico più coltivato in Italia dove è stato selezionato nel 1915, tra i grani salvati dall’estinzione ci sono anche il Timilia, il Russello, il Saragolla e molti altri.
“Una riscoperta favorita dall’entrata in vigore in Italia dell’etichetta Made in Italy per la pasta che – spiega l’associazione – obbliga ad indicare la provenienza del grano utilizzato come chiede l’81% dei consumatori secondo la consultazione pubblica on line sull’etichettatura dei prodotti agroalimentari condotta dal ministero delle Politiche agricole”. Per Coldiretti, si tratta di “un elemento di trasparenza che ha portato alla rapida proliferazione di marchi e linee che garantiscono l’origine nazionale al 100% del grano impiegato”. “E avanza – continua Coldiretti – anche la produzione di grano bio, con il più grande accordo mai realizzato al mondo per quantitativi e superfici coinvolte siglato tra Coldiretti, Consorzi agrari d’Italia, Fdai (Firmato dagli agricoltori italiani) e il Gruppo Casillo che prevede la fornitura di 300 milioni di chili di grano duro biologico destinato alla pasta e 300 milioni di chili di grano tenero all’anno per la panificazione”.
“L’Italia – prosegue la nota – è il principale produttore europeo e secondo mondiale di grano duro, destinato alla pasta con 4,3 milioni di tonnellate su una superficie coltivata pari a circa 1,3 milioni di ettari che si concentra nell’Italia meridionale, soprattutto in Puglia e Sicilia che da sole rappresentano circa il 40% della produzione nazionale”. “Gli italiani – conclude Coldiretti – sono i maggiori consumatori mondiali di pasta con una media di 23 chili all’anno pro-capite ma l’Italia si conferma leader anche nella produzione industriale con 3,2 milioni di tonnellate, davanti a Usa, Turchia e Brasile”.

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