Sinodo 2018: p. Artime (Salesiani), “la Chiesa non è presente soltanto nelle parrocchie”. No a Sinodo “troppo eurocentrico”

“Il Sinodo non parla e non deve parlare ad un’élite di giovani, ma a tutti i giovani, senza dimenticare quelli che hanno poco o niente a che fare con la Chiesa”. Lo ha detto padre Ángel Fernández Artime, rettore maggiore dei Salesiani, nel briefing odierno sul Sinodo, svoltosi presso la Sala Stampa della Santa Sede. Sottolineando l’esperienza dell’universalità della Chiesa, fatta durante i lavori in Vaticano, padre Artime ha messo in guardia dal rischio di “uno sguardo troppo eurocentrico o occidentale: la Chiesa è di tutti i colori, di tutte le razze e di tutte le lingue, dobbiamo pensare in termini universali”. Il Sinodo, dunque, come invito alla conversione: “Dobbiamo cambiare, migliorarci come Chiesa, dare voce a chi non ha voce. I giovani ci hanno chiesto il coraggio della testimonianza”. Citando poi i dati contenuti nelle 150mila risposte “on line” fornite dai giovani di tutto il mondo nel Questionario in preparazione al Sinodo, il rettore dei Salesiani ha fatto notare come “in un momento di crisi, dobbiamo continuare a dare risposte ai giovani non solo nelle parrocchie”. “La Chiesa non è presente soltanto nelle parrocchie”, ha proseguito menzionando le “migliaia e migliaia di giovani che ci sono negli oratori, nei centri giovanili, nelle case per ragazzi abbandonati”. Tra i tratti tipici del nostro tempo, il rettor maggiore ha nominato “la grande mancanza di maternità e paternità che sperimentano molti giovani, anche a causa della fragilità e delle difficoltà delle famiglie”. Di qui la necessità di chiedersi “come aiutare tanti giovani che non hanno nessuno nella propria vita”.

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