Sinodo 2018: mons. Caggiano (Usa), “fiducia dei giovani facile da distruggere, ma difficile da ricostruire”

“La fiducia dei giovani è facile da distruggere, ma difficile da ricostruire”. Mons. Frank J. Caggiano, vescovo di Bridgeport, ha risposto così ad una domanda sugli abusi, durante il briefing odierno in sala stampa vaticana sul Sinodo. “L’abuso è sia un peccato che un reato, che non deve trovare posto nella Chiesa”, ha ricordato il presule: “Dobbiamo far sì che i giovani si accorgano che noi riteniamo molto gravi questi fatti e che vogliamo ricostruire la loro fiducia”. “Cosa accadrà a febbraio, non lo so, ma è un tema che dobbiamo affrontare una volta per tutte”, ha aggiunto il vescovo statunitense a proposito dell’incontro dei presidenti delle Conferenze episcopali di tutto il mondo convocato da Papa Francesco: “Ogni vescovo, in ogni caso, deve chiedersi come fare meglio nella sua diocesi”. E di “grande fiducia in questa gioventù” ha parlato mons. David Macaire, vescovo di Fort-de-France, in Martinica, 49 anni, tra i più giovani vescovi presenti al Sinodo. “Al Sinodo ho fatto l’esperienza di essere vecchio, e mi ha fatto molto bene”, ha scherzato a proposito della vivacità e del contributo qualificato offerto dai 36 giovani presenti come uditori. Una di loro è Henriette Camara, che viene dalla Guinea ed è membro degli scout cattolici, incontrati mentre studiava lontano dal suo Paese. Proveniente da famiglia musulmana, Henriette proprio grazie a questo incontro ha scelto di abbracciare la fede cristiana. “La mia è stata una scelta contrastata, mia madre non l’ha accettata”, ha raccontato ai giornalisti: “Ma io sono rimasta salda. Il movimento scout mi ha accolto subito”.

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