Ragazze: Ifad/Save the Children, oggi e domani conferenza internazionale a Roma per prevenire denutrizione e morti precoci

Nel 2030 ci saranno 129 milioni di bambini con problemi di crescita dovuta alla malnutrizione, il più delle volte causati dalla denutrizione delle loro madri adolescenti. Nel mondo, ogni anno, sono circa 12 milioni le ragazze che si sposano prematuramente e 16 milioni le adolescenti che diventano madri. “Le ragazze adolescenti, soprattutto se malnutrite, hanno più probabilità di non sopravvivere al parto e di dare alla luce bambini con deficit nutrizionali, che sono perciò più vulnerabili ed esposti a morte precoce”, sottolinea Daniela Fatarella, vice direttrice generale Save the Children che insieme a Ifad (Fondo internazionale per lo sviluppo agricolo) promuove oggi e domani a Roma, presso l’Ifad, la conferenza internazionale “Leaving no one behind – making the case for adolescent girls” (“Non lasciare nessuno indietro: un focus sulle adolescenti”). Obiettivo dell’iniziativa, affrontare il problema della malnutrizione delle adolescenti, indagare le ragioni e identificare azioni concrete per raggiungere i target dell’Obiettivo di sviluppo sostenibile 2 e contribuire così alla Decade di Azione sulla nutrizione delle Nazioni Unite (2016-2025) per eliminare la fame e prevenire ogni forma di malnutrizione. “Le adolescenti rappresentano il futuro per i loro paesi, ma sono soprattutto un elemento fondamentale per l’empowerment delle donne. Quando si privano le ragazze del loro diritto all’educazione viene compromesso anche il loro diritto a un lavoro dignitoso e qualificato, base indispensabile per garantire una buona alimentazione ai bambini”, dichiara Margarita Astralaga, direttore Divisione ambiente, clima, genere e inclusione sociale dell’Ifad. Per questo tra i temi della due giorni – che vedrà la partecipazione di un gruppo di ragazze e ragazzi provenienti da varie parti del mondo, incluse alcune comunità indigene – la necessità di promuoverne l’empowerment dei ragazzi e di costruire soluzioni partecipate, coinvolgendoli e dando loro voce nello sviluppo di programmi e di azioni politiche e di sensibilizzazione.

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